Poste, tutti esultano  e la Lega rivendica  «Noi in prima fila»
L’ufficio postale di Acquate resta chiuso

Poste, tutti esultano

e la Lega rivendica

«Noi in prima fila»

La sentenza del Tar ha sventato la chiusura di molti uffici, ma non nei paesi che non hanno presentato ricorso. A Lecco, restano abbassate le saracinesche ad Acquate e a San Giovanni. Il sindaco di Calolzio (Pd): «Soddisfatti, battaglia vinta»

Il giorno dopo la sentenza del Tar è tempo di reazioni. Gli uffici postali finiti nel piano di razionalizzazione di Poste italiane continueranno a garantire la normale operatività, almeno nei Comuni dove l’amministrazione comunale ha deciso di presentare ricorso.
Dunque, ad esultare in queste ore sono i residenti di Rossino (Calolzio), Beverate (Brivio) e Sala al Barro (Galbiate), che hanno visto scongiurata la serrata totale prospettata dalla società postale. Ma anche a Carenno, Colle Brianza, Ello, Santa Maria Hoè e Taceno il risultato è stato accolto con soddisfazione, perché si è riusciti ad evitare un ridimensionamento sugli orari di apertura. «Sicuramente siamo soddisfatti – ha commentato il sindaco di Calolzio, Cesare Valsecchi -. I sindaci non hanno cercato lo scontro con Poste Italiane: si è cercato di aprire una linea di dialogo con la società, che però ha rifiutato di sedersi a qualsiasi tavolo. L’unica concessione è stata l’incontro con il sottosegretario regionale Daniele Nava, ma d’altro canto non ha mai accettato di presentare i dati sui quali erano basate le razionalizzazioni. Quindi, il ricorso al Tar è stato inevitabile, unica strada per difendere i diritti dei nostri cittadini. E siamo contenti di aver vinto».
Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore leghista Paolo Arrigoni – tra l’altro predecessore di Valsecchi sulla poltrona di sindaco a Calolzio -, che nei mesi passati ha lavorato anche in Parlamento per contrastare il ridimensionamento della presenza di Poste sul territorio. «È una vittoria trasversale – ha rimarcato - e di chi ha creduto fino in fondo nella necessità di contrastare la grave scelta di Poste Spa. Di certo, tra chi si è battuto come un leone, dall’inizio, ai vari livelli istituzionali c’è in prima linea la Lega Nord con i suoi uomini». Arrigoni ha quindi ricordato le azioni portate avanti a Roma: «tante interrogazioni presentate in Parlamento, la mozione in Regione e quella del gruppo ‪Lega‬ a mia prima firma approvata all’unanimità in Senato e l’invito a ricorrere contro Poste Spa fatto agli inizi di agosto ai sindaci lecchesi».La chiusura è dedicata però ad alcuni amministratori locali, quelli che non hanno ritenuto di presentare il ricorso: «Peccato che non tutti i sindaci ci abbiano creduto fino in fondo».
Nell’elenco di uffici postali oggetto della razionalizzazione, infatti, figuravano anche altri sportelli, come quelli di Monte Marenzo, Primaluna, Pagnona e Margno. Ma anche e soprattutto di Lecco: ad Acquate e San Giovanni, infatti, la saracinesca dallo scorso 7 settembre è rimasta definitivamente abbassata.


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