Pericolo fulmini in montagna. «Il lago aumenta le probabilità»

Il caso Lecco e Como tra le province più colpite: «Colpa dell’orografia». Gli esperti: «Se si viene sorpresi da temporali, meglio rannicchiarsi a terra»

Pericolo fulmini in montagna. «Il lago aumenta le probabilità»
Una saetta su Dervio
(Foto di Barbara Mezzera)

Attenzione ai fulmini in alta montagna, soprattutto sui monti che si affacciano sopra al nostro lago.

Secondo il Sistema di rilevamento fulmini Météorage, il lago di Como è il luogo in Italia dove si cadono più spesso le scariche elettriche atmosferiche. Più precisamente, Lecco e Como sono le due province che hanno visto cadere più fulmini nei primi sei mesi del 2022 e in tutto il 2021.

«È così per una questione orografica – spiega Lorenzo Danieli, esperto di Meteo Expert, già centro Epson - la nostra fascia prealpina è la prima barriera contro la quale si scontra l’umidità. Nelle Alpi interne, per esempio sulle Orobie, le nubi arrivano più spesso scariche. Mentre in pianura i rovesci sono meno frequenti. Sul Po piovono 700 millimetri di acqua all’anno, a Milano circa mille, a Como città 1.400 e sul Monte Generoso oltre 2mila».

Dunque l’equivalenza è: più rovesci uguale più fulmini.

A proposito di fulmini, la recente morte di due escursionisti colpiti in montagna ha evidenziato la pericolosità di questi fenomeni atmosferici: i più temibili dopo le piene improvvise e le alluvioni.

«Occorre però intanto dire che la probabilità di essere colpiti da un fulmine è piuttosto scarsa – osserva Massimo Caccia, fisico che insegna all’università dell’Insubria – una su 700mila all’anno negli Stati Uniti. La densità di fulmini per metro quadrato che si manifesta in un temporale è bassissima. È però vero che la probabilità sale in maniera esponenziale se una persona nel bel mezzo di un temporale, soprattutto in alta quota, resta accanto ad un canale conduttivo. I fulmini infatti scoccano quando l’isolamento di un campo elettrico molto forte viene rotto dall’apertura di un canale dove la corrente può scorrere. Fanno da parafulmine tutti gli oggetti a punta molti alti. Alberi isolati, lampioni, antenne, sono ottimi canali di scarico per la corrente. Quindi è bene stare lontani da questi possibili parafulmini. Noi stessi possiamo fungere da parafulmini, anche se la nostra statura non è tale da interessare così tanto i fulmini».

Di qui il suggerimento di rannicchiarsi a terra in alta montagna mentre cadono i fulmini con la testa tra le gambe. «Non guasta, ma direi che bisogna fare ancor più attenzione all’acqua – dice Caccia – perché conduce la corrente, e quindi è meglio eviterei di fare il bagno nel lago mentre sono in arrivo dei fulmini».

Ecco altri consigli. Mentre imperversa un temporale non bisogna maneggiare oggetti metallici, lavorare o giocare in terreni aperti, usare apparecchiature elettriche. Se ci si trova all’interno di un’auto, la corrente avvolge la scocca e viene dispersa a terra senza far male ai passeggeri, a condizione che finestrini e sportelli siano chiusi. Le scarpe di gomma non danno protezione, gli ombrelli aumentano il rischio. Tornando alla montagna, in caso di maltempo conviene non rischiare e raggiungere in fretta un luogo chiuso.

«Sul web si legge anche che le biciclette elettriche, usate dagli escursionisti di recente fulminati sui monti, possono fare da conduttore – dice Caccia – ma mi sembrano tesi piuttosto ardite a cui non presterei ascolto».

Circa il 10% delle persone colpite da un fulmine muore, mentre il 70% subisce gravi effetti a lungo termine.

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