Pagamenti puntuali  Ditte lecchesi quarte in Italia
Un operaio al lavoro in un’azienda lecchese: più della metà delle imprese paga con puntualità

Pagamenti puntuali

Ditte lecchesi quarte in Italia

Il 52% assolve ai propri obblighi entro i termini, e un altro 42% lo fa entro i trenta giorni successivi - Al vertice della classifica tutte province lombarde

Quarte in Italia per puntualità nei pagamenti: le imprese lecchesi sono eccellenti anche sotto questo punto di vista. A evidenziarlo, lo studio sui pagamenti di Cribis (società del gruppo Crif specializzata nella business information), che ha analizzato l’andamento del primo trimestre di quest’anno.

Spicca dunque il fatto che quattro province lombarde occupano i primi posti della classifica nazionale sui ritardi di pagamento delle aziende italiane nelle transazioni commerciali B2B: in testa Brescia, seguita da Bergamo, Sondrio e, appunto, Lecco. Ma dei primi dieci territori, quelli lombardi sono ben sette.

Di conseguenza, la Lombardia è la regione con la percentuale più alta di aziende che effettuano i pagamenti nei tempi previsti (45,6%). Appena alle sue spalle si posiziona l’Emilia-Romagna, dove il 44,9% delle imprese presenti sul territorio adempie ai propri obblighi economici entro la data di scadenza. Terza e quarta posizione per Veneto (43,6%) e Trentino-Alto Adige (43,1%), seguite dal Friuli-Venezia Giulia (41,7%).

Vicine alle percentuali delle regioni del nord le Marche, che guadagnano la sesta posizione della graduatoria, con il 41,2% di aziende puntuali. Più bassa la percentuale al sud, con la Sicilia che occupa l’ultima posizione del ranking regionale, con una quota pari al 17,1%, preceduta da Sardegna (20,3%) e Puglia (24,1%).

In termini complessivi, oltre un terzo (35,3%) delle imprese del nostro Paese effettua i suoi pagamenti nei termini previsti, una percentuale in diminuzione rispetto a quella registrata nello stesso periodo del 2018 (37,2%). Oltre la metà delle aziende (53,4%) adempie i propri obblighi di pagamento con un ritardo massimo di 30 giorni, mentre l’11,3% supera il mese di ritardo.

Entrando nel dettaglio della puntualità delle imprese lecchesi, sono oltre la metà (52,3%) quelle che saldano le fatture entro i termini stabiliti dal contratto. Il 42% è invece la quota di quelle che provvedono al pagamento del corrispettivo entro i 30 giorni successivi la scadenza. A eccedere questa soglia è il 5,7%.

«L’Italia rimane un Paese dove si paga mediamente a 89 giorni, con picchi di quasi 120 giorni per sanità e costruzioni. Già di per sé questo è un dato problematico per le imprese italiane, se poi si aggiunge che nel primo trimestre 2019 – spiega Marco Preti, amministratore delegato di Cribis – rispetto all’analogo periodo 2018, le aziende che pagano con ritardi gravi sono aumentate del 6%, appare chiaro che la gestione del credito è sicuramente complessa per le aziende italiane. I settori con la minore incidenza di imprese con ritardi oltre i 30 giorni sono stati il manifatturiero (7,9%), quello finanziario (8,7%) e quello minerario (8,8%). La situazione è più critica nel commercio al dettaglio con incidenza di imprese con ritardi gravi del 17%. Di fronte a un simile scenario generale che vede aumentare i gravi ritardi nei pagamenti, è necessario che le aziende selezionino con sempre maggiore cura e prudenza i loro interlocutori, dotandosi di strumenti di monitoraggio e analisi dell’affidabilità economico-commerciale di partner e fornitori».


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