Paderno, San Michele, sprint ai lavori  Inaugurazione un mese prima
Sotto l’arcata del ponte dove i lavori procedono spediti (Foto by fotoservizio menegazzo)

Paderno, San Michele, sprint ai lavori

Inaugurazione un mese prima

Sopralluogo con Rfi e i tecnici della Notari per fare il punto sulla situazione

Il ponte sarà pronto l’8 novembre, anticipata anche la circolazione dei treni: «Pensiamo al futuro»

Lasciate lavorare imprese e maestranze lombarde, vi sorprenderanno. Ed ecco che, con l’indispensabile apporto dei tecnici e degli ingegneri Rfi, la Notari riuscirà ad aprire il ponte San Michele un mese prima del previsto. Non il 7 dicembre ma l’8 novembre. Decine di migliaia di persone, soprattutto lecchesi e bergamaschi, ringraziano sentitamente.

Lavori complicati

L’annuncio è ufficiale, l’ha dato l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, durante un sopralluogo fatto al ponte, aperto ai media, e visita alla galleria ferroviaria, salita e discesa sui ponteggi e sull’arcata.

Questa inaspettata apertura depone a favore di un ulteriore anticipo, quello per la circolazione dei treni, che sulla carta resta fissato alla seconda metà del 2020.

«I lavori sono molto più complicati del previsto – ha spiegato Gentile – perché non solo si deve operare passo passo seguendo il progetto esecutivo, ma servono anche piani di dettaglio per ogni singolo elemento. E il fattore che più ci lega le mani è quello dell’effetto vela che i ponteggi fanno una volta montato. Non possiamo riempire il ponte di impalcature, perché non reggerebbe alla forza del vento», dice indicando una trave appena sostituita. Di spessore, materiale e resistenza ben diversa rispetto a quelle previste originariamente, fatta per carichi «che quando è stato costruito neppure si immaginavano ed oggi invece dobbiamo garantire».

Ma se i lavori proseguono spediti c’è da guardare avanti. «Stiamo lavorando per prolungare la vita di questo manufatto, ma il suo futuro è come monumento da visitare. É durato 120 vent’anni, non potrà durare un altro secolo», ha avvertito Gentile. E sollecitato dai cronisti si lascia andare a qualche anticipazione: «Stiamo lavorando per progettare un altro ponte. Al momento non ci sono progetti, solo tre ipotesi su cui non posso spendere parola perché si tratta solamente di idee», senza pezze d’appoggio da presentare a chi il progetto dovrà approvare, i Comuni, le Province e la Regione.Ma lancia un segnale: «Meno si sposta il tracciato meno costerà».

Tradotto, il nuovo ponte non sarà troppo lontano da quello attuale, il vecchio progetto Miranda è sul tavolo. E il fatto che la Regione voglia agganciarsi per una sede stradale nuova, con il San Michele derubricato a manufatto di archeologia industriale e transito solo pedonale, fa ben sperare, visti i risparmi possibili.

Collaborazione con la Regione

«Posso solo dire che mai ho trovato tanta collaborazione come con la Regione Lombardia», dice Gentile. Tornando ai lavori in corso, Rfi ha reso noti alcuni numeri: «oltre 190.000 ore di lavoro complessive, 40 persone al giorno, fra tecnici e operai, nelle fasi più impegnative, 25 fra ingegneri e geometri addetti alla progettazione e al coordinamento e direzione dei lavori».

Questo dà l’idea dello sforzo in corso , che ha visto « sistemi di ponteggi sospesi, che hanno permesso di lavorare con agilità a 85 metri di altezza, e software di ultima generazione, in grado di riprodurre sia la struttura completa tridimensionale del ponte sia una serie di modelli di dettaglio».


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