Oggiono. Il pranzo sul lago  Nessuno raccoglie i rifiuti
Stoviglie di plastica, bottiglie, lattine lasciate sul lungolago

Oggiono. Il pranzo sul lago

Nessuno raccoglie i rifiuti

Ennesimo episodio di inciviltà e maleducazione - L’appello: «Tornate a pulire se avete una coscienza»

Stavolta, gli incivili hanno fatto un banchetto; in via Dante, sul lungolago tra le piscine e l’ex ristorante “Ca’ Bianca”, hanno lasciato i resti di una tavolata: il sacco della carbonella – nonostante sia vietato dal Comune accendere fuochi e fare grigliate – e tutti i piatti sporchi; i contenitori a mo’ di vaschetta dove probabilmente era conservata la carne; l’immancabile borsata di bottiglie di vetro, alcune altre di plastica sparse in giro con altra immondizia.

La scoperta ha mandato su tutte le furie l’organizzatrice della recente giornata ecologica spontanea, Katia Averdi Ragazzoni, che l’aveva lanciata nelle scorse settimane attraverso il social Facebook e rivelatasi, in brevissimo tempo, del tutto inutile.

«L’altra sera, qualcuno ha fatto festa: questa è l’educazione che questi ragazzi hanno avuto e che daranno ai propri figli».

Appello: «Se avete un po’ di coscienza, tornate a pulire». Dunque, mentre da un lato la sensibilità ambientale sembra esplosa tra i giovani, ispirata dall’esempio della sedicenne Greta Thunberg, la realtà quotidiana è ben diversa ed evidenzia totale incuria e disinteresse anche per temi sulla bocca di tutti, come il danno che la plastica può arrecare alla fauna e all’ecosistema; argomenti che restano evidentemente relegati a slogan.

Infatti, a Oggiono era già accaduto subito, all’indomani della giornata ecologica, che piatti rotti e altro materiale fossero stati nuovamente abbandonati nel verde «nell’esatto punto dove - come la Averdi Ragazzoni ricorda - ogni giorno si trovano peraltro cartoncini del vino e altro»; d’altronde, era stato già un chiaro segnale il fatto che – nonostante i numerosi consensi riscossi online dal flashmob ecologico – in realtà a pulire la sponda si fossero presentati in cinque, promotori compresi. Il problema non è solo di Oggiono: risale a qualche giorni fa la denuncia dell’”Associazione Monte di Brianza”, attiva nella zona tra Ello, le frazioni di Galbiate e i dintorni, i cui volontari hanno rinvenuto persino «due vitelli abbandonati nel bosco per non pagare lo smaltimento delle carcasse alle aziende autorizzate». I volontari hanno altresì rinvenuto eternit (che, contenendo fibre di amianto, è cancerogeno) lungo la strada che, da Villa Vergano, porta a Consonno e «anche i pendii sottostanti sono una autentica discarica a cielo aperto».


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