Nuovo appello al governo   «Basta con la burocrazia»
Ance denuncia: in Italia 400 cantieri fermi

Nuovo appello al governo

«Basta con la burocrazia»

I costruttori edili chiedono di semplificare le norme per aiutare il settore ad uscire dalla crisi

LECCO

La Finanziaria è stata deludente: le speranze dei costruttori si riversano sul Dl Semplificazioni, «ultima chance per far ripartire il settore».

Gli appelli e le richieste di misure mirate a sostegno della sburocratizzazione sono stati rivolti numerosi agli ultimi governi da parte di Ance, ma sono rimasti inascoltati. Sergio Piazza, alla guida degli edili di Lecco e Sondrio, riprova a far sentire la sua voce, chiedendo la necessaria attenzione al tema.

«Il Dl Semplificazioni rappresenta l’ultima occasione per gettare le basi per una ripresa delle costruzioni, dopo una Legge di Bilancio che ci ha fortemente deluso – dice il presidente, preoccupato per il futuro dell’industria delle costruzioni - perché ha finito per far prevalere ancora una volta misure di tipo assistenzialistico».

In assenza di «misure rapide e incisive», è l’allarme, «sarà difficile non solo porre fine ad una crisi di settore, dopo dieci anni di flessione continua che hanno determinato la perdita di oltre 600 mila posti di lavoro e la chiusura di 120 mila aziende, ma anche far crescere l’economia del Paese e recuperare il gap infrastrutturale che penalizza l’Italia rispetto al resto dell’Europa». «Serve fermare il declino - ha rincarato - Ma i segnali che sono seguiti con l’approvazione della manovra non vanno certamente in questa direzione. E ciò è grave: se è vero che da sole le costruzioni, nonostante la crisi, rappresentano ancora l’8% del Pil».

Secondo Piazza, «basterebbe aprire i 400 cantieri fermi per 27 miliardi di euro per avere 400 mila nuovi posti di lavoro. Il problema è che nel nostro Paese, e nella classe politica, manca una visione industriale del nostro settore».

La strada da seguire, comunque, è principalmente una: «Semplificare. In Italia ci vogliono in media oltre 4 anni per realizzare un’opera pubblica e 15 se l’opera supera i 100 milioni di euro. In questo iter, a pesare sono i tempi morti, che rappresentano il 54% del totale. Per ottenere un titolo autorizzativo nel settore privato, poi, occorrono tempi biblici».

Ecco perché, in attesa che vengano accolte almeno alcune delle proposte “sblocca cantieri” presentate da Ance in audizione al Senato, il ruolo del Dl Semplificazione è fondamentale, anche se con le caratteristiche attuali non soddisfa: «Le norme per la semplificazione e l’accelerazione degli appalti pubblici sono state “svuotate” di ogni reale forza».


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