Nuova aggressione  in via Carlo Porta
Via Ferriera è chiusa da quasi un anno

Nuova aggressione

in via Carlo Porta

Per l’uomo una prognosi di trenta giorni, I residenti chiedono più illuminazione e telecamere: «Abbiamo chiesto invano un incontro al Comune»

Un’aggressione in pieno giorno, a due passi dal centro, quella avvenuta mercoledì, in via Carlo Porta. Una via sotto assedio, già oggetto di diversi articoli proprio da queste colonne, per denunciare lo stato di degrado prima e dopo la chiusura di via Ferriera, la stradina pedonale confinante che era stata oggetto di una retata della Polizia con decine di denunciati per spaccio di droga quasi un anno fa (era novembre).

Il fatto, per fortuna, non ha avuto conseguenze drammatiche ma è comunque inquietante e fa chiedere ai residenti della via cosa aspetti il Comune a installare le più volte promesse videocamere e una nuova illuminazione. I fatti: mercoledì pomeriggio alle 16,30, un residente si trovava in via Ferriera, all’angolo di via Porta, a pochi passi dalla sua abitazione. Continuava a sentire un insistito abbaiare di cani che disturbavano sia lui che gli altri passanti. L’uomo, che per ragioni di sicurezza vuol rimanere anonimo, decideva di avvicinarsi a un gruppo di ragazzi che avevano con loto due cani di taglia media, uno di colore bianco e l’altro grigio, che abbaiavano in continuazione.

«Penso che entrambi fossero Pitbull – racconta -. Chiedevo ai ragazzi di allontanarsi o di far cessare l’ abbaiare. Un dei proprietari, quello con il cane grigio, mi si è avvicinato con atteggiamento arrogante e minaccioso dicendo: “Cosa vuoi?” Contemporaneamente ha preso a spingermi più volte con il petto facendomi indietreggiare e provocando una mia prima caduta sulla strada».

La discussione è stata interrotta dal residente che, preso il telefonino, ha chiamato il 112. «Il ragazzo si allontanava a circa 100 metri e si nascondeva dietro un muretto presente su via Carlo Porta. Io a distanza gli chiedevo di tornare da me per chiarire la questione con le forze dell’ordine. Allora lui tornava nel punto dove avevamo appena avuto la discussione e con arroganza ripeteva la stessa azione già fatta poco prima, spingendomi e facendomi cadere nuovamente a terra».

Questa volta il tonfo è violento: «La caduta mi procurava un fortissimo dolore che mi impediva di rialzarmi fino a quando non è arrivato personale medico del 118 che mi trasportava in ospedale. L’aggressore si allontanava con un suo amico e il cane». Tutto questo è agli atti della Polizia di Stato dove è stata presentata denuncia. Il Pronto soccorso del Manzoni ha sentenziato: «Sospetto cedimento somatico L2 e L5 post traumatico con prognosi di 30 giorni salvo complicazioni». Le prescrizioni, poi, sono particolarmente stringenti: il residente dovrà portare un corsetto e fare iniezioni di antidolorifici. Oltre al danno la beffa: «Il corsetto mi costerà due-trecento euro, oltre alle altre medicine».

Fatto sta che, ora, il residente ha paura di reincontrare l’aggressore. E, comunque, tutta la via non è tranquilla. Fatti del genere, per fortuna meno gravi, sono all’ordine del giorno. E il Comune? «Abbiamo chiesto un incontro agli inizi di settembre – ci spiega una residente – ma ancora aspettiamo. E nessuno si fa sentire. Cacciano i senza fissa dimora dal centro, ma qui cos’è? È periferia?».

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