Nel Pd parte l’analisi della sconfitta
«Congresso? Ora ci pensiamo»

La delusione di Tropenscovino. E Mauro Gattinoni:«Aspettiamo Fdi al varco»

Nel Pd parte l’analisi della sconfitta «Congresso? Ora ci pensiamo»
Il segretario dem Manuel Tropenscovino

«La sconfitta c’è, è chiara». Manuel Tropenscovino, segretario provinciale del Pd, non si tira indietro dopo il risultato peggiore del partito a livello nazionale. Risultato che ha peraltro condotto Enrico Letta ad annunciare la sua non ricandidatura al congresso dem. «Al di là di qualche segnale incoraggiante in provincia e in città, dove comunque abbiamo fatto meglio rispetto al dato totale, la sconfitta è netta – sottolinea Tropenscovino – Adesso la destra ha la responsabilità di governare e di dare risposte sul caro bollette e sugli altri temi urgenti. Il Pd deve ripensare alla sua classe dirigente più impegnata a gestire i propri egoismi che ai problemi del Paese reale».

La stilettata del segretario provinciale è chiara ed è rivolta ai dirigenti regionali e nazionali che, tra l’altro, non hanno ascoltato la base lecchese quando chiedeva una ricandidatura di Gianmario Fragomeli, ma non in una posizione da vittima sacrificabile. Tropenscovino, però, salva anche qualcosa dell’attuale Pd.

«L’unico dato dal quale ripartire è l’entusiasmo generazionale: quello che ha spinto Laura Bartesaghi, la nostra candidata all’uninominale di Lecco, e quello dei Giovani democratici che hanno fatto campagna elettorale. Il nostro, comunque, è un partito vivo sul territorio, ma da parte dell’elettorato c’è una visione che ci ha fatto percepire come movimento che ha sempre governato in questi ultimi anni, senza mai aver risolto i problemi dell’Italia. E ora dobbiamo ripartire dai territori, anche a quelli dove abbiamo elettori, ma li abbandoniamo troppo presto, come per esempio la Valsassina».

Sul congresso, previsto a breve, il segretario provinciale annuncia infine che «saranno fatte le opportune valutazioni e parleremo con i militanti». Mauro Gattinoni, sindaco di Lecco, non è iscritto al Partito democratico, ma ha comunque espresso la sua chiara intenzione di voto a favore del Pd nelle scorse settimane.

«Il risultato elettorale purtroppo è in linea con tutte le previsioni e i sondaggi delle ultime settimane – indica il primo cittadino –. Una magra consolazione è il fatto che da noi il Pd ha tenuto meglio che in altre parti. È invece, per me, sorprendente il risultato di Fratelli d’Italia. Facendo una lettura sul lungo periodo, prima ricordo la bolla che ha portato il 40% alle europee proprio al Pd di Matteo Renzi, poi il successo alle politiche del Movimento 5 stelle, poi si è gonfiata la Lega e ora vediamo l’alto numero dei votanti di FdI. A questo punto bisogna essere lucidi, riconoscere quello che è l’esito del confronto e aspettare che arrivi l’incarico dal Presidente della Repubblica».

E poi Gattinoni chiude con una battuta: «Ricordiamoci che ogni promessa è debito. Anche pubblico. Hanno annunciato ristori sull’energia, la flat tax, misure opposte alle nostre e ora li aspettiamo alla prova dei fatti, sperando non aumenti il debito pubblico». Il sindaco rimane vicino al Pd, ma non ha intenzione di aderirvi: «Ho appoggiato il partito, mi sono schierato al suo fianco, ma la mia casa, al momento, resta Fattore Lecco». F.Lan.

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