«Nei dati sul lavoro  Manca la precarietà»
Una mega forbice rossa per il taglio del nastro della sede di Robbiate: Susanna Camusso è con Wolfango Pirelli (di spalle)

«Nei dati sul lavoro

Manca la precarietà»

La Cgil, Susanna Camusso all’inaugurazione a Robbiate: «Se un lavoratore è assunto per un’ora a settimana viene considerato occupato, ma così non si può vivere»

Taglio del nastro alla presenza di Susanna Camusso, ieri pomeriggio, per la nuova sede della Cgil in via Piave a Robbiate.

Davanti a circa duecento persone, il segretario generale della Cgil ha spiegato che «il nostro Paese non va così bene come viene raccontato» e che «al di là delle statistiche, una persona che lavora un’ora a settimana non può essere considerata come occupata. Le persone - ha sottolineato - hanno bisogno di risposte e di sentirsi parte di una comunità. Hanno bisogno di incontrarsi e di trovare soluzioni. Soprattutto in difesa del lavoro e contro la precarietà. Perché - ha aggiunto Susanna Camusso - l’occupazione resta il pensiero fondamentale delle persone e delle famiglie».

A dimostrazione di questo fatto, come ha ricordato anche il segretario della Camera del lavoro di Lecco, Wolfango Pirelli, le cronache raccontano ogni giorno dei presidi e delle vertenze che i lavoratori promuovono per difendere il proprio lavoro.

«Quello nuovo - ha precisato Camusso - è un lavoro ingiusto, perché precario e altalenante. Se si lavora un’ora a settimana si viene considerati occupati: sarà vero per le statistiche ma così le persone non ce la fanno. Noi, invece, vogliamo che il lavoratore non abbia l’angoscia di cercarsi un’altra occupazione perché quella che ha dura da uno a tre mesi e che come tale non può essere considerata un vera occupazione».

Un aiuto può arrivare dal radicamento sul territorio. «Radicarsi sul territorio oggi - ha precisato Susanna Camusso - significa andare nella direzione opposta a cui tutti gli altri vanno. Noi invece sosteniamo che bisogna stare sul territorio perché le persone hanno bisogno di risposte, di sentirsi parte della comunità, di incontrarsi e trovare soluzioni reali e non virtuali».

Per questo motivo, «se questa non sarà solo una sede ma una vera e propria camera del lavoro, tanto meglio. Perché il nostro obiettivo è di continuare a organizzare i lavoratori nella prospettiva di un cambiamento del nostro paese».

Concetti rimarcati anche da Pirelli che ha spiegato le ragioni per cui si è scelto di investire così tanto a Merate.

«L’inaugurazione di oggi arriva al termine di un percorso iniziato due anni fa, molto lungo, e al quale hanno partecipato tutte le categorie. La nostra vecchia sede era piccola. Inoltre, le richieste erano molte e non eravamo in grado di soddisfarle. Tuttavia, dal momento che questa è una zona forte e produttiva, che si trova nel mezzo delle tre province di Lecco, Monza e Bergamo, abbiamo deciso di investire. Abbiamo voluto farlo perché vogliamo rafforzare la presenza del sindacato sul territorio e inoltre vogliamo che la nostra sede diventi un luogo per ospitare iniziative non solo politiche ma anche culturali».

Ad oggi, alla sede di Merate fanno riferimento poco meno di 20 mila iscritti, su un totale di 45 mila in tutta la provincia. «Noi pensiamo che tutta la nostra provincia non vada smembrata ma tenuta insieme. Per questo motivo, occorre partire dalle periferie, come appunto Merate».

Durante la cerimonia è stato sottolineato che la nuova sede meratese non sarà solo uno dei 17 sportelli che la Cgil ha sul territorio, perché ospita tutte le categorie e i relativi servizi. In più, ci sono gli spazi per iniziative culturali e attività serali.

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