Moschea? No, luogo di preghiera  Per il giudice a Costa non ci sono abusi
L’edificio di via Cadorna al centro di un dibattito ultra ventennale

Moschea? No, luogo di preghiera

Per il giudice a Costa non ci sono abusi

Assolto il legale rappresentante de “La Speranza”

«Assolto perché il fatto non sussiste».

Questa la decisione presa ieri pomeriggio dal presidente della sezione penale del Tribunale di Lecco Enrico Manzi a proposito del processo scaturito dall’opposizione al decreto penale di condanna a settemila euro di ammenda emesso a firma del sostituto procuratore della Repubblica di Lecco Andrea Figoni; decreto impugnato dal legale di Bendaoud Fahri, nato in Marocco nel 1952, residente a Nibionno, legale rappresentante dell’associazione “La Speranza” proprietaria dei locali di via Cadorna, a Costa Masnaga, in cui insiste la cosiddetta moschea oggetto di un braccio di ferro ultra-ventennale con l’amministrazione comunale.

Luogo di preghiera e luogo di culto: questa la differenza sottolineata dal presidente Manzi nel suo dispositivo. Come appurare la violazione della destinazione urbanistica contestata, se i locali di Costa Masnaga – come emerso nel corso dell’istruttoria da parte dei testimoni – sono utilizzati per la preghiera un solo giorno alla settimana?

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