Morterone,  debutta il grande inciucio        La Lega: «Fanno patti con il diavolo»
Il sindaco Dario Pesenti con Andrea Grassi del partito Lgbt+, ora entrato in giunta

Morterone, debutta il grande inciucio

La Lega: «Fanno patti con il diavolo»

Il casoNel consiglio comunale di ieri sera il sindaco Dario Pesenti ha annunciato il rimpasto

Andrea Grassi (Lgbt+) in giunta. Daniele Butti: «Avevano paura di perdere la “cadrega”»

Prima uscita ufficiale per la nuova maggioranza unitaria di Morterone.

Nel consiglio comunale di ieri sera il sindaco Dario Pesenti ha infatti ufficializzato l’accordo raggiunto con il partito Lgtb+ che da avversario della campagna elettorale si trasforma in alleato del primo cittadino, ottenendo anche la nomina ad assessore dell’ex candidato arcobaleno Andrea Grassi.

Chi ne ha fatte le spese

A farne le spese Maria Vittoria Sala , esponente leghista, che in un primo momento era stata scelta come assessore esterno, e che ora è stata estromessa dalla giunta.

Un ribaltone che pone le proprie basi sulla decisione di Grassi di ritirare il ricorso che aveva presentato contro la nomina a sindaco di Pesenti, a causa del ritardo con cui era stata presentata la sua candidatura. Ricorso che avrebbe potuto portare al commissariamento dell’ente.

Una scelta che però ha anche implicazioni politiche, sottolineate dallo stesso Grassi negli scorsi giorni con un post Facebook in chiave anti leghista: «A seguito dell’accettazione del programma da parte del Sindaco, si sono create le basi per il nostro ingresso in maggioranza e la revoca dell’assessora della Lega, nostro ulteriore elemento di orgoglio».

E anche il segretario provinciale del Carroccio, Daniele Butt i ne dà una lettura politica: «Noi non abbiamo esponenti in Consiglio comunale. La Sala era stata scelta a livello personale, e non politico, da Pesenti dopo la collaborazione che aveva dato in un primo momento, come professionista, sul tema del ricorso e visto l’ottimo rapporto che ne era nato. Quello che mi dispiace è che pur di conservare la poltrona da Sindaco, si sia scesi a patto con il “diavolo”, il tutto a danno di una nostra militante. Un accordo fatto, mi pare di capire, per la grandissima paura di perdere la “cadrega”, di veder accettato il ricorso ed essere commissariati».

Per Butti erano possibili altre soluzioni: «Si tratta di una scelta del sindaco di cui noi possiamo solo prendere atto. Ne siamo dispiaciuti perché si poteva anche prendere la decisione di allargare la maggioranza senza togliere le deleghe a nessuno. Ci spiace molto che a farne le spese sia stata una persona competente che peraltro aveva già iniziato a lavorare a delle iniziative».

La legge prevede per i Comuni più piccoli la possibilità di nominare soltanto due assessori. E dunque l’ingresso di Grassi in giunta prevedeva per forza l’uscita della Sala oppure del vicesindaco, anch’esso esterno al consiglio, Claudio Baruffaldi .

L’alternativa

Ulteriore possibilità sarebbe stata quella di dare all’esponente del partito Gay delle deleghe in qualità di consigliere comunale, quindi non modificando la Giunta.

Durante il consiglio comunale di ieri, effettuato via streaming, con anche l’ex assessore Sala a seguire i lavori, il tema dell’allargamento della maggioranza e del cambio di assessori è stato liquidato come una semplice comunicazione del Sindaco: «L’opposizione è entrata a far parte della maggioranza. Ringrazio il partito Gay per aver aderito con la sua proposta alla compagine che sostiene questa amministrazione». Trattandosi di comunicazione, nessun altro è intervenuto in merito. Come del resto accaduto per tutti i punti all’ordine del giorno.


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