Moggio. Lavori alla funivia   Al Comune servono 223mila euro
Graziano Combi, sindaco

Moggio. Lavori alla funivia

Al Comune servono 223mila euro

Piani Artavaggio: entro tre anni la legge impone di sostituire le pulegge in ghisa

Ai Piani di Artavaggio la funivia sarà in funzione fino all’ultimo week-end di aprile. Poi tutto chiuso fino a giugno.

E adesso son dolori per il Comune. Un importo da ben 223mila euro e rotti sono stati previsti dalla giunta, con delibera, per la sostituzione delle pulegge di ghisa vecchie di sessant’anni. Tutto con fondi propri. Nessuno ha finanziato niente contrariamente, per rimanere ad Artavaggio, alla riqualificazione dell’ex scuola sci per cui la Regione ha stanziato 275mila euro.

«Le pulegge della funivia - spiega il sindaco, Graziano Combi -, sono le stesse montate sei decenni fa. Occorre sostituirle entro il 2021, ci stiamo già portando avanti. Il materiale, ghisa, con cui sono costruite, non è più a norma. L’impegno di spesa è notevole, tutti i fondi di bilancio che abbiamo a disposizione li investiamo per questo scopo. Non c’è alternativa. Le pratiche le abbiamo avviate per arrivare prima del 2021 a completare i lavori».

Insomma, una batosta per le povere casse di un Comune che non raggiunge i cinquecento abitanti.

Va meglio per l’ex scuola sci. In questo caso l’amministrazione di Moggio è riuscita a portare a casa una bella iniezione di denaro. Ultimo step in ordine di tempo, la “determina” dell’ufficio tecnico che incarica un professionista ad occuparsi delle perizie statiche sulla struttura. «Sì - conferma sempre il primo cittadino -, nel giro di non molto tempo riapriremo l’ex scuola sci».

Sarà la “Costruzioni Bertoldini s.r.l.” di Premana a lavorare. Questa impresa si è aggiudicata l’appalto, presentando l’importo di 155.630,06 euro. Un ribasso del 21,81% rispetto alla base d’asta e quindi il più conveniente, se confrontato alle offerte presentate dalle altre quattordici ditte in lizza.

La struttura dismessa è ancora in buono stato e la giunta la vuole sfruttare, dotandola di pannelli fotovoltaici. La casetta, chiusa da anni - aperti solo i servizi igienici -, sarà dotata di questi apparati ed adeguata per consentirne l’uso agli escursionisti ed associazioni per incontri o altro. Si pensa anche alla guardia medica.

Lo stabile dell’ex scuola sci risale al 1967. L’auspicio degli amministratori è quella di farla tornare un punto di riferimento ad Artavaggio (qui non si scia più, se non per brevi discese servite dai tapis roulant). Lo scopo è quello di destinare i locali in disuso a centro medico, a presidio e a spazi utili per eventuali manifestazioni in quota. Un intervento finanziato per il 90% dalla giunta regionale, il restante 10% lo mette il Comune.

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