“Mir Sada”, 25 anni  da Lecco al mondo
I volontari dell’associazione Mir Sada, al centro Vanda Bono

“Mir Sada”, 25 anni

da Lecco al mondo

Tre giorni di festa per l’associazione nata dopo l’emergenza umanitaria nei Balcani - Un libro racconta il lavoro di questo quarto di secolo

Tre giorni di riflessione e approfondimenti per festeggiare il traguardo di 25 anni di volontariato internazionale. “Mir Sada – Progetto per la pace”, associazione lecchese nata all’indomani della guerra nei Balcani come risposta all’emergenza umanitaria, organizza una serie di iniziative di festa e di riflessione il 12, 13 e 14 luglio al Circolo Arci Spazio Condiviso di Calolzio. Un fitto programma di eventi per ricordare quanto fatto, riflettere sui temi di maggiore attualità e per guardare ai nuovi progetti umanitari.

Durante la prima serata, venerdì, si terrà la presentazione del libro “120.000 chilometri di solidarietà”, scritto dalla professoressa Vanda Bono, che racconta i 25 anni di impegno di Mir Sada. Sabato alle ore 17 è invece in programma una tavola rotonda sul tema della solidarietà internazionale con testimonianze di amici dell’associazione venuti della Serbia come Rajka Dusan e Rajko Jelenia Tara, di serbi e bosniaci che abitano in Italia e di altri che hanno cooperato insieme a Mir Sada in tutti questi anni. Domenica 14 luglio alle ore 10.30 è in programma la proiezione del reportage del giornalista Rai Massimo Veneziani “Inshallah Europa. La rotta dei Balcani” che concluderà la manifestazione.

Il ricavato della festa sarà devoluto ai prossimi progetti internazionali. E infatti, proprio alla luce delle nuove emergenze umanitarie, la tre giorni calolziese è anticipata da un viaggio al confine tra Bosnia e Croazia, per prendere visione della situazione al campo migranti vicino alla città di Velika Kladuša. Cinque volontari sono partiti quest’oggi per andare a verificare l’emergenza sulla rotta balcanica in vista di un possibile nuovo progetto umanitario: «Ci dicono – spiega il presidente di Mir Sada Mauro Castelli – che la situazione sia drammatica, con migranti afghani, pakistani, palestinesi che provano a passare il confine e vengono picchiati e respinti con violenza. Andremo a vedere la situazione e a capire come possiamo renderci utili».

I progetti di Mir Sada in questi 25 anni hanno movimentato un milione di euro: «Abbiamo iniziato – sottolinea Alberto Anghileri – portando aiuti umanitari nei campi profughi in Albania, Kosovo, Slovenia e Bosnia. In queste esperienza abbiamo conosciuto la realtà di Kragujevac, una città 140 chilometri a sud di Belgrado, con cui si è creata una lunga amicizia. È nato così il progetto delle adozioni, cioè famiglie locali che vengono supportate da famiglie italiane. Due volte all’anno andiamo a trovarli portando aiuti». Ma Mir Sada è anche sostegno a singoli casi di emergenza, come il caso di Dusan, ragazzo nato nel 1996 con una grave malattia e che quindi ha necessitato di un trapianto di fegato e di rene, effettuato nel 2001. Mir Sada si fa carico delle spese (circa 100 euro all’anno) per il viaggio di Dusan in Italia per le visite di controllo, soprattutto ora che lo Stato serbo non contribuisce più essendo Dusan diventato maggiorenne. Recentemente è poi nato un fondo presso la Fondazione Comunitaria per il lecchese per sostenere Mir Sada: «Ogni euro raccolto – continua Anghileri – viene utilizzato per finalità umanitarie, infatti i volontari si pagano il viaggio quando andiamo a Kragujevac».


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