Metalmeccanico, nove mesi

in profondo rosso: - 18%

Il dato evidenzia la forte contrazione del settore nonostante il recupero del terzo trimestre - Giacomo Riva (Confindustria): «Un colpo duro per il nostro territorio, ma nel nuovo anno si attende una svolta»

Metalmeccanico, nove mesi in profondo rosso: - 18%
La pandemia ha colpito duro il settore metalmeccanico nel Lecchese

Una contrazione di 18 punti percentuali nel confronto con l’anno scorso: nei primi nove mesi dell’anno la pandemia ha picchiato pesantemente sull’industria metalmeccanica e a confermarlo, ora, sono anche i risultati dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica.

Il dato, ampiamente atteso, tiene conto del parziale recupero che il comparto è riuscito a realizzare nel terzo trimestre 2020, dopo che l’esplosione dell’emergenza sanitaria aveva causato un crollo verticale tra marzo e giugno. La ripresa registrata in estate non ha permesso però di compensare le perdite subite e i volumi realizzati sono rimasti a un livello insufficiente, restando inferiori di oltre il 5% rispetto ai livelli pre-pandemici.

Si è trattato di un calo generalizzato, esteso a tutte le attività dell’aggregato con variazioni negative mediamente comprese tra il 14% e il 18% (il picco, -30,7%, è stato riscontrato nelle imprese costruttrici di autoveicoli e rimorchi).

Una situazione strettamente connessa non soltanto alla forte caduta della domanda interna, in particolare per beni di investimento in macchine e attrezzature, ma anche alla forte contrazione della domanda sui mercati esteri, quantificata nel 10% dal Fmi.

Con riferimento all’interscambio commerciale, il settore metalmeccanico, sempre nei primi nove mesi dell’anno, ha registrato una contrazione media dei valori di fatturato esportato pari al 13,2% mentre le importazioni si sono ridotte del 15,6%. In particolare, preoccupa il crollo dei flussi di prodotti metalmeccanici diretti verso i nostri principali partner europei quali la Germania (-12,8% rispetto a gennaio-settembre 2019), la Francia (-17,6%), ma anche il Regno Unito (-17,0%) e la Spagna (-23,4%).

«I dati della Federazione di settore purtroppo non fanno che confermare quanto sia duro il colpo subito dalla nostra economia in questi mesi e come siamo lontani dai livelli pre-pandemia - evidenzia il presidente della Categoria Merceologica Metalmeccanico di Confindustria Lecco e Sondrio, Giacomo Riva -. Anche i dati riguardanti il territorio, resi noti in questi giorni dal Centro Studi della nostra Associazione, mostrano come il fatturato non segua la linea stabile della domanda e dell’attività produttiva di novembre, peraltro preceduta da cali sensibili. Va poi considerato che il panorama è estremamente variegato e in generale il sentiment resta di preoccupazione».

Si intende comunque cercare di guardare con fiducia al futuro.

«Considerando che, sempre per le nostre province, le previsioni delle imprese per il prossimo periodo indicano stabilità: su questo elemento faremo forza per creare le basi per ripartire».

«Comunque, cerchiamo di guardare con una ragionevole dose di fiducia all’inizio del nuovo anno, nel quale si riapre per il nostro settore una partita importante, quella del rinnovo del contratto, con il quale promuoviamo l’introduzione di una maggiore qualità delle condizioni per i lavoratori, legata in particolare al welfare, e sostenibilità anche per le imprese con il collegamento alla produttività».

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