Merate. Crisi Finder Pompe  Sì dei lavoratori a trattare
Lavoratori di Finder Pompe davanti ai cancelli, lo scorso otto marzo

Merate. Crisi Finder Pompe

Sì dei lavoratori a trattare

L’impegno dei vertici aziendali a valutare l’utilizzo di ammortizzatori sociali

ha convinto i 138 dipendenti a non fermare il dialogo

I lavoratori di Finder Pompe riuniti in assemblea hanno dato ieri mattina ai sindacati il via libera per continuare la trattativa di contrasto alla procedura di licenziamento collettivo per crisi di 39 (su 138) lavoratori, comunicata ai dipendenti dall’azienda di Merate lo scorso 28 febbraio.

Il prossimo incontro fra Fiom-Cgil e Fim-Cisl e i vertici aziendali guidati dall’ad Xavier Blin è fissato per il 22 marzo. I sindacati confidano che sia la volta buona per ottenere dall’azienda risposte precise alle loro richieste in merito alla sospensione della procedura di licenziamento e a un programma che indichi quali ammortizzatori sociali di mantenimento applicare per scongiurare la fuoriuscita dei lavoratori.

Risposte che, ancora una volta, arriveranno dopo un consulto fra i dirigenti aziendali di Merate con la casa madre proprietaria di Finder Pompe, la multinazionale americana Dover Corporation. Così è andata anche per il precedente incontro di lunedì scorso, al quale l’azienda si era presentata, a fronte delle stesse richieste con risposte imprecise che tuttavia, lasciando aperto uno spiraglio di ricomposizione della crisi, sono confluite in un documento scritto in cui la proprietà ha indicato di essere disponibile a valutare gli ammortizzatori e a considerare la messa in mobilità ma solo su base volontaria. Cosa, quest’ultima, che allontana l’incubo dei 39 licenziamenti forzati.

A tutt’oggi comunque la procedura di licenziamento rimane aperta. L’impegno scritto non vincola ma «il fatto che l’azienda lo abbia sottoscritto con noi, su richiesta dei lavoratori precedentemente riuniti in assemblea, come esito finale dell’incontro precedente - ci dice Domenico Alvaro della Fiom-Cgil - è un dato di credibilità da parte della delegazione aziendale con cui stiamo trattando. L’azienda ci dice di essere disposta ad usare anche lo strumento conservativo a gestione degli esuberi e nel prossimo incontro vedremo quali esuberi e in che misura».

Numero di persone (e di ore) che potrebbero andare in cassa integrazione, o riduzione di orario di lavoro fra i vari reparti o altro, sono tutte decisioni di cui si saprà a giorni e che saranno prese da parte dell’azienda «con l’unico obiettivo di una riduzione strutturale dei costi», afferma Alvaro.

«I lavoratori - afferma Lorena Silvani della Fim-Cisl - ci autorizzano a continuare il dialogo per cui nell’incontro fissato per la prossima settimana abbiamo chiesto all’azienda un piano preciso, con dati anche quantitativi, sulle proprie intenzioni. Su quella base cercheremo di capire se gli esuberi saranno proprio quelli indicati o se potremo ridurli. L’azienda si è detta disposta anche a dare incentivi all’esodo volontario, vedremo. Ora abbiamo bisogno che siano messi sul tavolo tutti gli strumenti che Finder Pompe sarà disponibile a utilizzare e su quella base costruiremo un percorso di tutela per i lavoratori e per il mantenimento del lavoro futuro in azienda».


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