Mascherine, le vendite

a Lecco sono crollate

L’epidemia Secondo il presidente di Federfarma Lecco Braguti c’è un calo di circa l’ottanta per cento rispetto ad aprile. «C’è statisticamente una probabilità più bassa di contagio e molti si sentono sicuri: ma bisogna stare attenti»

Mascherine, le vendite a Lecco sono crollate
Adesso le mascherine in vendita non mancano: ma gli acquisti sono molto diminuiti

Calo di quasi l’80% della vendita delle mascherine chirurgiche nella farmacie di Lecco. Una tendenza che si sta registrando in tutta Italia e che si conferma anche nel nostro territorio, come spiega Andrea Braguti, presidente di Federfarma Lecco: «Stiamo vendendo un quinto della mascherine chirurgiche rispetto ai periodi di massima richiesta. Spiegare quanto accade in questi mesi di emergenza Covid, è sempre molto difficile, ma certamente influisce il calo dei contagi che fa sentire meno a rischio. Oggi in provincia di Lecco c’è una media di 1-2 contagiati al giorno, rispetto alle punte di oltre 100 di inizio aprile e questo fa sentire più rilassati.

Meno paura

La paura nelle persone non è più così forte e quindi c’è un minor utilizzo di mascherine. Un modesto consumo esiste ancora, francamente mi sarei aspettato anche un calo ancora più importante». Un dato che è anche frutto di un diverso tipo di approccio delle persone: «L’utilizzo dei disinfettanti – continua Braguti - anche per le mascherine chirurgiche, cosa che non si dovrebbe fare, sta portando a un utilizzo più prolungato delle stesse. Ciascuno pensa che quel singolo caso che si registra giornalmente nel nostro territorio non lo possa mettere in pericolo. La probabilità statisticamente bassa di essere contagiati, non ci deve però fare abbassare le misure di autoprotezioni, anche perché questi 1-2 casi giornalieri si stanno presentando con regolarità».

Le alternative

L’altro elemento è quello di una forte crescita nell’utilizzo delle mascherine lavabili: «Si sta scoprendo la comodità che hanno, dato che resistono almeno a 20 lavaggi. Va detto che non sono presidi medici e che erano consigliate quando non si riusciva a reperire le chirurgiche. Sono comunque una barriera per la respirazione verso l’esterno, ma hanno certamente minore capacità di filtro e protezione. Noi farmacisti lavoriamo ancora tutto il giorno con le ffp2, ma ristoratori e baristi fanno fatica a tenere 8 ore la chirurgica e le lavabili permettono una maggiore respirazione». Per Braguti c’è comunque da migliorare i comportamenti: «Il problema – continua - mi sembra siano soprattutto le persone che portano le mascherine sul polso o sul gomito, dubito abbiano la prontezza di indossarle quando incrociano altre persone. Indossare tutti la mascherina, è sicuramente un’arma di prevenzione importante in questo periodo in cui c’è ancora il rischio di contagio».

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