Mandic, deceduti tre anziani ricoverati   Avevano preso il Covid in reparto
Gli anziani hanno preso il virus mentre erano ricoverati

Mandic, deceduti tre anziani ricoverati

Avevano preso il Covid in reparto

MerateFocolaio divampato un paio di settimane fa nonostante le precauzioni a Medicina B L’Asst: «C’era un quadro clinico complesso, non escludiamo che il virus lo abbia peggiorato»

Il focolaio di Covid scoppiato nel reparto di medicina verso la fine dello scorso mese di febbraio ha causato tre vittime.

Tre anziani, con precedenti patologie, che erano stati ricoverati nel reparto di medicina B per essere sottoposti alle cure, dopo essersi infettati, sono infatti deceduti.

Over 80

A perdere la vita, come già si era saputo, un uomo di Montevecchia di 82 anni che era finito in ospedale dopo una caduta che gli aveva provocato problemi alla schiena. Successivamente, però, il virus si è portato via anche un altro uomo di 93 anni, residente a Merate, e quindi un terzo anziano, residente in un paese del meratese.

Il virus, quindi, che è riuscito a infilarsi nel reparto di medicina B nonostante tutti i controlli sui pazienti in fase di accettazione e le misure di protezione adottate dal personale che vi lavora, non solo ha provocato problemi organizzative, dal momento che ha reso necessario la sua chiusura e sanificazione, ma ha anche causato tre morti.

Identico problema di contagio non previsto si è verificato pochi giorni fa anche nel reparto di Chirurgia. In questo caso, il problema, spiegano da Lecco, è stato risolto nel giro di poco tempo e il reparto riaperto.La conferma del tragico epilogo arriva direttamente dall’Asst.

«Tutti i pazienti che accedono alle aree di degenza Covid free - spiegano dalla direzione generale di Lecco - vengono inizialmente sottoposti a osservazione in isolamento in aree filtro, nelle quali viene completato l’inquadramento clinico e si attende l’esito del tampone molecolare nasofaringeo».

A volte «il tampone molecolare viene ripetuto e completato da tampone su broncoaspirato» prima di «avviare il paziente al percorso clinico e assistenziale più corretto» garantendo «la tutela e la sicurezza dei pazienti già ricoverati».

Qualcosa, però, deve essere andato storto.

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