«Lotta allo spaccio lungo la Super  Funzionano le azioni di prevenzione»
Un’azione di prevenzione dello spaccio lungo la Super

«Lotta allo spaccio lungo la Super

Funzionano le azioni di prevenzione»

I sindaci commentano le recenti operazioni anti droga delle forze dell’ordine

«I recenti blitz hanno portato ai risultati sperati, è importante che resti alta l’attenzione»

«L’importante, adesso, è che non si abbassi la guardia»: i sindaci dei comuni lungo la statale 36 esprimono «soddisfazione per le azioni intraprese dalle forze dell’ordine», purché «l’attenzione resti ai massimi livelli; avanti così – è la corale posizione degli amministratori locali – perché i risultati si vedono».

Ne è convinto, in particolare, il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Oggionese, Giuseppe Chiarella, sindaco di Molteno: «Tra via Mazzini e Gaesso, i residenti stessi ci segnalano un calo drastico delle presenze sospette, riconducibili appunto alle attività di spaccio che riteniamo si svolgessero lì; permane, invece, delicata la situazione in via Pastore, al confine con Garbagnate Monastero ma, nel complesso, possiamo sicuramente dire che il confronto con la Prefettura, da noi richiesto sin dalla scorsa estate, è andato nella direzione auspicata: cioè, una serrata azione investigativa, sfociata in interventi sul territorio». La Guardia di Finanza di Erba ha tracciato 3.165 cessioni di cocaina per un totale di 1.200 grammi e un valore complessivo stimato in 110mila euro nell’arco di circa un anno lungo la statale 36, giungendo all’ordinanza d’arresto firmata dal Gip del Tribunale di Como Francesco Angiolini nei confronti di Iliesse Naim (già detenuto nel carcere di Como), Kaddour Hanouni e Fatima Zahra Kassab, fermati nella zona del Lorenteggio a Milano; inoltre, per Mohamed El Acouche, residente a Rogeno, è stato disposto l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Per tutti - marocchini, d’età compresa tra i 23 e i 37 anni - l’accusa è di spaccio di stupefacenti.

Il sindaco di Rogeno, Matteo Redaelli, evidenzia «l’evidente esito del pressing da parte delle amministrazioni comunali: non ci siamo limitati a spalancare le braccia di fronte alle segnalazioni dei cittadini, reputandole un compito di altri, bensì le abbiamo raccolte e ce ne siamo fatti portavoce ai livelli più alti, ottenendo più di un confronto in Prefettura, dove abbiamo trovato grande attenzione, competenza e sensibilità; certo – rimarca Redaelli – il problema è anzitutto la domanda: è ciò che genera l’offerta; lo spaccio esiste in funzione di chi compra».

Anche il sindaco di Annone, Patrizio Sidoti, conferma che «a seguito delle azioni intraprese dalle Forze dell’ordine, lo spaccio ci risulta cessato nella zona Boschetto; si è però spostato verso la Poncia, quindi è evidente che il deterrente funziona e mostrarsi uniti e coordinati può effettivamente indurre gli spacciatori a cambiare piazza: si tratta mandarli il più lontano possibile, a salvaguardia del decoro e della sicurezza dei nostri territori». Per il collega di Garbagnate, Mauro Colombo «i blitz sono importantissimi e, a monte, sappiamo che c’è un accurato lavoro di rete, al quale sono grandemente partecipi anche i carabinieri della locale stazione, di Costa Masnaga. Il monitoraggio, ora, deve continuare, senza abbassare la guardia perché il nostro territorio è delicatissimo, attraversato da una via di comunicazione come le 36, vicinissimo a Monza, Milano, Lecco e il Comasco, inoltre caratterizzato da tanti spazi di natura, dove lo spaccio può avvenire fuori mano e in tutta tranquillità».


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