L’obiettivo era in Italia

Il Vaticano e gli infedeli

L’obiettivo era in Italia  Il Vaticano e gli infedeli

Gli italiani come nemici da vincere
«Giochiamo il nostro gioco come se fossimo come loro»

Dalle intercettazioni dell’inchiesta che ha portato all’operazione antiterrorismo congiunta Ros-Digos, emerge che Mohamed Koraichi, scomparso dall’abitazione di Bulciaghetto un anno fa, e Abderrahim Moutaharrik parlavano diffusamente di attentati da compiere in Italia.

Nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice delle indagini preliminari di Milano Manuela Cannavale si legge che il giovane marocchino originario di Valmadrera ha svolto «efficace opera di radicalizzazione/arruolamento nei confronti di più persone, in particolare facendo pervenire a Moutaharrik Abderrahim e Khachia Abderrahame, su loro richiesta, la autorizzazione/raccomandazione (“tazkia”) a raggiungere le fila dello stato islamico, determinandone quindi l’arruolamento».

«Attentato, una cosa grande»

Koraichi avrebbe quindi svolto una «efficace opera di persuasione nei confronti di entrambi a compiere azioni terroristiche direttamente nel territorio dello Stato Italiano, anche mettendo in contatto Moutaharrik Abderrahim e Khachia Abderrahame con ulteriori appartenenti all’organizzazione terroristica - in particolare una persona non identificata definita Sceicco - che del pari incitavano all’agire terroristico nel territorio dello Stato Italiano a mezzo della commissione di attentati stragisti.

Koraichi personalmente, nelle comunicazioni dirette tra lui e Moutaharrik, istiga l’amico di gioventù a porre in essere attentati: «Se fai un attentato, è una cosa grande».

«È una guerra contro l’Islam»

Ma è poi lo stesso Moutaharrik, quando parla con Koraichi, a spiegarli come la pensa: «Questi nemici questi nemici, io fratello mio, pregando Dio, anche se è così ho un po’ con quelle cose, non è che sono proprio debole, con l’amore di Dio sono un po’, però fratello è l’unica richiesta che ti chiedo, è la famiglia, tu sai voglio almeno che i miei figli crescano un po’ nel paese del califfato dell’islam, il paese dove c’è la legge islamica, questa è l’unica richiesta che voglio .... ma ma ma .... per questi nemici giuro giuro, se riesco a mettere la mia famiglia in salvo, giuro sarò io il primo ad attaccarli, giuro che li attacco, sarò il primo ad attaccarli in questa Italia crociata, il primo ad attaccarla, giuro, giuro che l’attacco, nel Vaticano con la volontà di Dio ... però voglio solo questa richiesta».

Quindi, ancora parlando con Koraichi: «Sì fratello, se Dio vuole, ci sarà solo del bene, se Dio vuole che loro pensano di essere in pace, invece giuro non sono in pace, anche se noi viviamo in mezzo a loro e giochiamo il nostro gioco come se fossimo come loro, però giuro che noi non siamo come loro, anche se ci incontriamo con loro, li salutiamo e gli ridiamo, invece giuro, non gli ridiamo dal nostro cuore, non li salutiamo dal cuore, giuro se potessimo trovare il modo, giuro che abbatteremo tutto questo paese, con la volontà di Dio, giuro se potessimo trovare il modo abbatteremo tutto questo paese e non sappiamo che questi infedeli per questa Italia, per questo Vaticano, per questi Presidenti, questi Presidenti infedeli e loro che danno forza a tutto questo che sta succedendo ai paesi arabi e nei paesi islamici, però con la volontà di Dio, con la volontà di Dio, la maggior parte dei ragazzi qui hanno iniziato a muoversi, hanno iniziato .. è cambiata la situazione, i giovani sono diventati, non so come spiegartelo... i giovani sono diventati un po’, con la volontà di Dio, con la volontà di Dio, troppo vicino, troppo vicino, succederà qualcosa con la volontà di Dio. Perchè le persone hanno iniziato a sentirsi un po’ soffocati e sentono... è diventata una guerra evidente contro l’Islam, guerra contro l’Islam adesso in qualsiasi posto la guerra è diventata evidente, con la volontà di Dio li vinceremo, con la volontà di Dio».n 


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