L’Istituto Parini rischia di chiudere

L’Istituto Parini rischia di chiudere

A SETTEMBRE 1100 STUDENTI RISCHIANO IL TRASFERIMENTO IN ALTRE SCUOLE

Dichiarato inagibile dai tecnici:su un totale di 44 sono una decina le classi che presentano rischi di distacco dei controsoffitti

Preside e amministrazione provinciale cercano una soluzione, per i lavori serve un milione e 200mila euro

L’istituto Parini è inagibile. I controsoffitti di alcune classi sono ad alto rischio caduta. Lo dice l’indagine, completata in questi ultimi giorni, siglata dall’Amministrazione provinciale, proprietaria dell’edificio. Indagine realizzata grazie ad un contributo arrivato nell’ambito della “Buona scuola” e legata alla sicurezza degli edifici.

Anche la segreteria

Si parla di una decina delle quarantaquattro classi, ad alto rischio, a cui aggiungere i locali occupati dalla segreteria.

Le altre aule sono a rischio moderato, qualcuna con maggiori probabilità di crollo calcinacci ed altre con meno probabilità.

Ieri mattina il preside Carlo Cazzaniga si è incontrato con il prefetto Liliana Baccari, portando all’attenzione il problema. Incontro interlocutorio.

Domani mattina è previsto un summit in Amministrazione provinciale.

C’è il rischio che la scuola, che accoglie l’indirizzo commerciale e il turistico, oltre ai corsi di formazione regionale, venga chiusa per mesi e mesi, e che a settembre i 1.100 studenti siano traferiti in altre strutture.

Il problema è che in città non c’è un edificio che possa sopperire alle esigenze. La soluzione, ancora in via di discussione, potrebbe essere quella dei doppi turni utilizzando gli spazi dell’istituto Badoni, del Fiocchi e del liceo scientifico Grassi o dell’artistico Medardo Rosso. L’altra ipotesi è quella di intervenire con massima urgenza nelle classi a rischio.

Costo previsto

Per mettere in sicurezza l’intero istituto Parini ci vogliono un milione e 200mila euro, per sopperire ai lavori di massima urgenza basterebbero 150 mila euro.

«Ho incontrato il prefetto - dice il preside Carlo Cazzaniga - e ho spiegato la situazione. Venerdì mattina mi incontrerò con i vertici dell’amministrazione provinciale, e dall’incontro dovrà uscire la soluzione, anche perché ci sono 1.100 famiglie a cui dare una risposta. La relazione fornita dall’Amministrazione provinciale parla di varie classi dove c’è rischio crollo dei controsoffitti e dove si deve intervenire subito, oltre alla segreteria che verrà chiusa al più presto».

Segreteria che potrebbe essere spostata nella palazzina sopra la palestra, dove ci sono sette aule sicure. Ma al momento è impossibile visto che sono in corso i lavori per la sistemazione della palestra stessa e l’area è inagibile.

Quarantaquattro le classi utilizzate dai 1.100 studenti, di queste quattro per il corso serale.

«Per il serale non ci sono problemi, quattro classi si trovano. Mi preoccupa la dislocazione di tutti gli altri studenti - prosegue Cazzaniga -. Venerdì si deve trovare la soluzione, anche perché il 12 settembre inizia la scuola e il tempo a disposizione è poco».


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