Lierna: «Una ciclabile
al Castello? No grazie»

Mastelli (Legambiente) contro la nuova pista in zona Riva Bianca

Lierna: «Una ciclabile al Castello? No grazie»
Lierna - Il Castello sulla Riva bianca
(Foto di Paola Sandionigi)

Rivitalizzare i tratti della costiera da Pradello di Abbadia fino al Castello di Lierna, passando per Mandello; sperando di riuscire ad incassare cinque milioni di euro finanziati dallo Stato nell’ambito del bando “Rigenerazione urbana”.

Per partecipare alla richiesta di finanziamento, i Comuni di Mandello, Abbadia e Lierna si sono stretti la mano, così da comporre un’area di almeno 15mila abitanti come richiesto da una delle clausole del bando stesso.

«L’obiettivo è quello di realizzare un lungo percorso ciclopedonale nell’ottica dello sviluppo turistico del territorio - spiega Andrea Tagliaferri , assessore ai Lavori pubblici di Mandello - nel nostro Comune il progetto riguarda il collegamento di Olcio sfruttando l’area sopra la provinciale 72, in direzione del cimitero della frazione. Questo percorso andrà poi a collegarsi con la prevista ciclabile da Olcio a Grumo di Lierna già inserita nel progetto Brezza. Ad Abbadia l’intervento riguarderà l’area di Pradello, una zona di forte richiamo turistico. A Lierna verrà creato un anello ciclabile attorno al Castello a Riva bianca».

Ma gli ambientalisti sono pronti a opporsi al tratto di ciclabile in zona Castello.

Pierfranco Mastalli , il decano di Legambiente Lecco, ed assessore provinciale al territorio tra il 1999 e il 2004, spiega le ragioni degli ecologisti. «Una proposta simile era già stata fatta agli inizi del 2000 e in Amministrazione provinciale l’avevamo stralciata - ricorda - È un progetto inutile considerato che sul lungolago a Lierna esiste già un camminamento. Quindi un nuovo tratto non serve a nessuno ed è una spesa inutile: si parla di oltre 800mila euro. È improponibile pensare di cancellare il valore storico e paesaggistico del Castello di Lierna con un’opera che andrà a soffocare la struttura nella parte del lago. Ci mobiliteremo contattando la sovrintendenza ed anche l’Istituto italiano castelli per chiedere di tutelare questa memoria storica».

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