Leuci senza amianto  È quasi fatta

Leuci senza amianto

È quasi fatta

La bonifica è giunta alla fase finale, il materiale friabile è stato rimosso e mancano solo alcune coperture. L’opera ha subito un’accelerazione con il cambio di proprietà ma c’è ancora riserbo sulla futura destinazione

La bonifica è ormai a buon punto: l’amianto friabile è stato rimosso e a breve si partirà con l’ultima parte dell’intervento, relativo alle coperture in eternit rimaste. Nel giro di un mese, quindi, l’ex Leuci sarà definitivamente messa in sicurezza e potrà aprirsi il nuovo capitolo, che nelle intenzioni della proprietà dovrebbe portare a una rinascita di questa importante porzione della città.

Cosa vi verrà realizzato è difficile da dirsi. Guido Gorla, amministratore unico della Cmt srl, la società che detiene il 96% delle quote della Lago srl cui fa riferimento la proprietà del comparto di via XI Febbraio, mantiene il riserbo in merito, declinando l’invito a raccontare i suoi progetti per quest’area.

Un disegno chiaro, però, c’è: è evidente non soltanto da quanto ci ha confermato lo stesso imprenditore ieri («vedremo dopo la fine della bonifica quanto tempo ci vorrà per ottenere le autorizzazioni necessarie a far partire i lavori»), ma anche dal fatto che il cambio di proprietà effettuato sul finire dello scorso anno ha impresso una importante accelerazione alla messa in sicurezza dell’ex Leuci, che difatti è entrata nel vivo in estate e punta con decisione verso la conclusione.

Segno che la nuova proprietà punta con decisione a dare un futuro a questo elemento storico dell’industria lecchese, al di là delle difficoltà incontrate a livello burocratico nell’ottenimento delle autorizzazioni per la bonifica, che Gorla ha fatto intendere essere state particolarmente importanti.

Tornando al momento attuale, l’attenzione è rivolta alla messa in sicurezza, giunta a buon punto. «Abbiamo terminato l’intervento relativo all’amianto friabile – ha spiegato Roberto Colazzo, titolare della “Colazzo coperture”, azienda che si sta occupando dell’operazione – e siamo in attesa di dare il via alla parte conclusiva, riguardante l’eternit sulle ultime coperture». In base al piano di lavoro presentato, ed eseguito, dagli addetti, in primo luogo si è operato sul fabbricato quattro del primo lotto, intervenendo sulla coibentazione dell’impianto di riscaldamento, sulle piastrelle in vinil-amianto e colla di sottofondo, sullo stucco di fissaggio di alcuni vetri. «Quell’immobile era quello più contaminato, con presenza di amianto friabile in numerosi elementi. E’ già stato sottoposto all’iter di restituzione: l’Ats ha effettuato le verifiche del caso, con le prove di areazione per analizzare la qualità dell’aria, e ci ha risposto con il verbale che attesta la fruibilità del capannone. Adesso aspettiamo che l’azienda sanitaria effettui l’ispezione sugli altri due lotti su cui abbiamo lavorato: credo provvederà questa settimana a realizzare questa serie di complesse prove. Nel momento in cui ci restituiranno anche questi immobili, avvieremo la parte del “compatto” (l’eternit, ndr.) che è più facile da portare a termine».

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