Lecco. Virus, l’unico contagio   è quello della paura
Telefonate anche nelle strutture sanitaria per chiedere informazioni sul virus cinese

Lecco. Virus, l’unico contagio

è quello della paura

Telefonate da cittadini preoccupati ai medici di base e al Dipartimento di malattie infettive - Bonfanti: «Rischio molto basso, legato soltanto a chi è stato non in Cina ma proprio nella città di Wuhan»

«Scusi dottore, ho la febbre alta, non è che ho la “cinese”?».

La domanda, da un breve sondaggio tra alcuni medici di base scelti in modo casuale, sembra essere abbastanza ricorrente, di questi giorni. La paura, veicolata da internet e dai media, corre sul... fazzoletto.

Al servizio vaccinazioni di via Tubi il direttore territoriale Asst Lecco, Luca Sesana, ammette: «In realtà al servizio vaccinazioni è arrivata solo qualche telefonata. Ci hanno domandato se avessimo un vaccino o se se ne sta studiando qualcuno. Ma è probabile che abbiano fatto qualche domanda in più ai medici di base, anche se non ne ho contezza. In realtà non hanno neanche stabilito se si tratta davvero di un’emergenza a livello mondiale o regionale, ma noi siamo tranquillissimi».

Anche Paolo Bonfanti, direttore del dipartimento Malattie Infettive, non ha dubbi: «Ci arriva qualche telefonata in effetti, ma l’allarmismo è eccessivo e legato alle notizie veicolate dai mass media in modo scorretto. Il rischio in realtà è molto ma molto basso ed è legato soltanto a chi ha viaggiato nemmeno in Cina, ma solo in questa regione particolare ed è passato dalla città di Wuhan. Un rischio davvero molto basso».

Bonfanti, tra l’altro, spiega: «Nella nostra zona non esistono voli diretti, per cui eventuali ammalati dovrebbero passare da Roma, via Hong Kong. Certo se la cosa cambierà e la Cina sarà coinvolta in modo più importante, il rischio varierà. Il contagio, lo ripeto, dipende solo dalla possibilità di essere stati a contatto con quella città o con qualcuno che ci è passato… Ipotesi in questo momento molto remota… ».

Una decina di telefonate però sono arrivate in reparto: «Ci ha chiamato anche qualche medico di base per prendere maggiori informazioni, ma bisogna essere ragionevoli: Wuhan è stata messa in quarantena. Certo se si diffondesse in tutta la Cina cambierebbe tutto, ma così non è».

I vaccini dell’influenza “normale”, quella il cui picco è atteso proprio in questi giorni, intanto, sono andati a ruba, anche se nulla hanno a che fare con la “cinese”. E Luca Sesana dà numeri confortanti sull’influenza, questa sì, attesa da settimane: «Abbiamo terminato la campagna ed è andata bene. Un po’ meglio dello scorso anno con un leggero incremento sull’Asst di Lecco. Dobbiamo dire grazie ai medici di base che collaborano con l’Asst di Lecco. Si sono vaccinati 45.800 lecchesi, erano stati 43.850 nella stagione vaccinale 2018/19. E 34mila di loro si sono vaccinati dai medici di medicina generale».

Non è ancora la copertura ottimale a livello di popolazione generale, ma poco ci manca: «I soggetti più a rischio, ovvero anziani, donne in gravidanza, bambini, si sono vaccinati di più e questo è consolante perché vuol dire che chi è più fragile ha una copertura maggiore degli scorsi anni».

Insomma a Lecco non fa paura né la “cinese” né l’influenza già prevista dagli infettivologi. Però la prevenzione è sempre importante, anche oggi che la campagna vaccinale è conclusa. Lavarsi le mani con frequenza, evitare per quanto possibile luoghi affollati, evitare sbalzi di temperatura e, soprattutto, rivolgersi al medico solo se i sintomi non si limitano alla febbre alta, alla diarrea e alla inappetenza. Basta stare a riposo, idratarsi bene e stare al caldo per 3-4 giorni. Niente antibiotici, se non c’è un’infezione batterica (l’influenza è un virus), e nessun allarmismo. Questo sì che è un virus difficilmente arrestabile.


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