Lecco. Vaccinazioni  Via libera anche in azienda
Una vaccinazione somministrata al “Manzoni” di Lecco

Lecco. Vaccinazioni

Via libera anche in azienda

Firmato l’accordo tra Governo, sindacati, Inail: «Un’opportunità non un obbligo» per il lavoratore - L’avvio della campagna dipenderà dalla disponibilità di fiale e personale sanitario

La campagna vaccinale sta ancora faticando a ricevere quell’accelerata di cui tanto si ha bisogno e si parla da settimane.

Adesso, però, grazie alla firma del protocollo, le strutture in cui le dosi di farmaco potranno essere iniettate si moltiplicheranno.

Il Governo e le parti sociali, con il supporto dell’Inail, hanno infatti sottoscritto l’accordo che permetterà l’avvio delle vaccinazioni anche nelle aziende aderenti ai dipendenti che vorranno farlo.

Il punto focale dell’intera iniziativa, ancora, sarà quello relativo alla disponibilità dei vaccini, che negli ultimi mesi è stata carente rispetto alle previsioni.

Adesso, però, le basi per procedere con questo potenziamento della “macchina” sono state gettate, con il “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti Sars-Cov-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”. Un protocollo adottato su invito del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando e del ministro della Salute Roberto Speranza, che «hanno promosso il confronto con le parti sociali al fine di contribuire alla rapida realizzazione del Piano vaccinale». Imprescindibili, in base all’intesa sottoscritta a livello nazionale, saranno anche altri elementi, oltre alla disponibilità di materia prima.

In primo luogo, la base volontaria da un lato del datore di lavoro nell’attivarsi per dare forma a questa «opportunità aggiuntiva rispetto alle modalità ordinarie dell’offerta vaccinale che sono e saranno sempre garantite, nel rispetto dei tempi dettate dal piano nazionale di vaccinazione, qualora il lavoratore non intenda aderire alla vaccinazione in azienda».

Dall’altro, appunto, quella del dipendente, che non potrà essere costretto e nemmeno dovrà essere discriminato nel momento in cui negasse la propria disponibilità a sottoporsi all’iniezione.

Necessaria anche la presenza e disponibilità del medico competente o comunque di personale sanitario, oltre al fatto che queste operazioni dovranno essere condotte nelle massime condizioni di sicurezza.

Dunque, quando ogni singolo piano aziendale sarà stato messo a punto, previa disponibilità di personale adeguato alle somministrazioni, raccolta l’adesione del personale disposto a vaccinarsi, con dosi a sufficienza si potrà partire anche con questa fase della campagna massiva.

Questo, fermo restando che «i costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, ivi inclusi i costi per la somministrazione, sono interamente a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti».

Oltre ai lavoratori delle aziende aderenti alla campagna, a vaccinarsi potranno essere – secondo quanto previsto del protocollo ministeriale – «anche i datori di lavoro o i titolari».

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