Lecco. Un milione di euro  per aiutare chi perde il posto
Da sinistra Maria Grazia Nasazzi, Castrese De Rosa, Marco Galimberti e Guido Agostoni

Lecco. Un milione di euro

per aiutare chi perde il posto

Firmato il patto territoriale per il lavoro che raggruppa le principali istituzioni della provincia - Il prefetto: «Preoccupa il blocco dei licenziamenti»

Lecco torna a fare sistema, anche con attori “inediti”, per mettere in campo un’azione concreta a supporto delle famiglie e dei lavoratori che, a causa della pandemia, si trovano in difficoltà a livello occupazionale: un milione di euro è già stato stanziato, ma l’obiettivo è di crescere in modo sostanziale (arrivando magari al doppio) per tamponare gli effetti che la crisi ha già prodotto e produrrà nel prossimo futuro.

La sigla di ieri del Patto territoriale per il lavoro ha permesso di presentare ufficialmente l’iniziativa di cui il prefetto Castrese De Rosa è stato tenace propugnatore tra tutti i soggetti che a vario titolo compongono il sistema territoriale, chiamati a dare una risposta alle problematiche occupazionali che la crisi sanitaria ha innescato e che ancora non si sono manifestate appieno.

L’emergenza è infatti costata al territorio lecchese mille posti di lavoro, pari allo 0,7% del totale. Ma non solo: nel 2020, oltre 13mila lavoratori lecchesi e le loro famiglie hanno usufruito degli ammortizzatori sociali, e non solo nei mesi più difficili. Il trend nel 2021 è in calo ma l’impiego della cassa integrazione resta consistente.

La situazione sanitaria, ora, grazie ai progressi della campagna vaccinale pare ormai essere sostanzialmente sotto controllo e permette di guardare avanti. Ma nel breve periodo il tessuto economico anche provinciale dovrà fare i conti con il venir meno del blocco dei licenziamenti e le ripercussioni potrebbero essere importanti, soprattutto per i settori maggiormente colpiti dalla crisi e dal lockdown.

Ad abbracciare la causa, dunque, sono stati 26 soggetti, tra associazioni imprenditoriali e delle libere professioni, organizzazioni sindacali, enti (rappresentati tutti gli 84 Comuni) e istituzioni, la Caritas zonale oltre a chi ha tessuto la trama (prefettura e Fondazione comunitaria del Lecchese) e, presenza significativa, la grande distribuzione (con le catene Esselunga, Iperal, Conad e Bennet).

«Bisogna chiedersi già ora quanti lavoratori, oggi in cassa integrazione, allo scadere del blocco avranno ancora il loro posto di lavoro e non dobbiamo tralasciare neppure il mondo degli autonomi e delle partite Iva, in grande difficoltà – ha esordito il prefetto De Rosa -. Nessuno va lasciato indietro e il sistema Lecco ha risposto concretamente». Fa squadra e lancia una iniziativa inedita, un «unicum nel panorama nazionale», come ha evidenziato il prefetto, con fondi ingenti già disponibili – ma erogati dal prossimo settembre – per supportare lavoratori dipendenti, residenti oppure occupati in provincia di Lecco, disoccupati a seguito della perdita del lavoro subordinato (tempo indeterminato, determinato, apprendistato, somministrazione, a chiamata) o di dimissioni per giusta causa, ma anche gli autonomi (partite Iva non iscritte al Rea), che non posseggano altri redditi da lavoro subordinato o da pensione e che abbiano subito a chiusura dell’attività o una significativa riduzione dei guadagni.

Soddisfatta anche la presidente della Fondazione comunitaria, Maria Grazia Nasazzi. «Questo è un Patto territoriale molto concreto e positivamente ambizioso, nato con la volontà di non escludere nessuno. Un lavoro che ha sempre posto al centro la persona con tutte le sue esigenze ed in particolare quella lavorativa. Una povertà che accanto a quella educativa, alimentare ed educativa preoccupa le famiglie lecchesi e tutto il territorio. Nasce così Il Fondo “Aiutiamoci nel lavoro” che rende visibile e concreta una dimensione di coesione sociale per contrastare il pericolo di ulteriori frammentazioni delle comunità territoriali».


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