Lecco. Uiltemp del Lario
Atipici, ecco un’unica tutela

Sono quasi 11mila questi lavoratori nelle due province
Il segretario nazionale: «Spesso stipendi ridicoli»

Lecco. Uiltemp del Lario Atipici, ecco un’unica tutela
Pasquale Lucia e Gianni Quartarone con Veronica Gianni e Ilaria Cesana

Sono quasi undicimila, tra Lecco e Como, i lavoratori temporanei che hanno bisogno di un punto di riferimento, perché spesso e volentieri non conoscono a fondo i loro diritti e i benefici che spettano loro per legge.

Per questo motivo, sulla scia dell’ottimo lavoro svolto in questi anni dalla Uiltemp lecchese, al servizio costante di questa tipologia di cittadini (interinali dipendenti delle agenzie per il lavoro, disoccupati, atipici e partite Iva), in questi giorni ha preso forma la Uiltemp del Lario, che accomuna in un’unica struttura la sede di corso Martiri e quella Comasca.

Quasi undicimila persone, si diceva, quasi equamente suddivise tra i due territori, con un incremento annuo del 4%: i contratti di somministrazione sono ormai tra i più utilizzati e non riguardano più soltanto i giovani. Questa tipologia interessa infatti anche tanti ultracinquantenni che, perso il posto di lavoro, devono accontentarsi di soluzioni temporanee nel tentativo di arrivare, tra mille difficoltà, alla pensione.

«Sono migliaia di lavoratori “in ombra”, che restano esclusi dalle dinamiche classiche della rappresentanza – ha spiegato il segretario provinciale Uiltemp Gianni Quartarone -. Ad essi dedichiamo attività informative e formative gratuite, con l’obiettivo di riqualificarli professionalmente e aiutarli a trovare un’occupazione, mantenendo una adeguata capacità di reddito».

Alla presentazione della Uiltemp del Lario anche il segretario nazionale Pasquale Lucia – oltre alle collaboratrici della segreteria lecchese Veronica Gianni e Ilaria Cesana - che ha esordito ricordando che «questi lavoratori passano più tempo per strada che in azienda», mettendo in evidenza come gli intervalli tra i contratti di somministrazione (a volte anche della durata di un giorno, se non addirittura di poche ore) siano spesso particolarmente ampi. «Il reddito medio calcolato sulla totalità dei lavoratori dà dell’Italia l’immagine di un Paese civile – ha aggiunto - ma se si considerano solo i dati del precariato la musica è diversa: si parla di 350/400 euro al mese, quindi redditi ridicoli. E si consideri che il 70% circa dei nuovi contratti sono a tempo determinato».

La Uiltemp è in grado di supportare in modo importante questi cittadini, anche svolgendo l’attività di sportello di Ebitemp, (Ente bilaterale per i lavoratori temporanei che garantisce sostegno al reddito, alla maternità, contributi per asilo nido, erogazione di prestiti e rimborso di spese sanitarie tra l’altro) e guidandoli nella scoperta delle agevolazioni alle quali hanno diritto.

«I precari vengono presi in carico dalla categoria sindacale, attraverso consulenze e formazione permanente finalizzata al reinserimento», ha detto ancora Quartarone.

«È importante però riuscire ad intercettare questi bisogni, sempre più diffusi e presenti nelle categorie lavorative più disparate», ha concluso Lucia .

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