Lecco. «Tutta la logistica  andrà ripensata»
Le imprese hanno davanti uno scenario molto incerto

Lecco. «Tutta la logistica

andrà ripensata»

La fase due: incontro online della Compagnia delle opere . I correttivi da adottare e le prospettive sui mercati, Giorgioni: «Siamo con le imprese a difesa del lavoro»

No a nuovi indebitamenti per le imprese già indebolite dagli effetti del lockdown, sì invece a interventi mirati e nuovi strumenti per sostenerle in attesa di capire se e come il mercato si riprenderà. Solo così le imprese potranno inserirsi nella ripartenza salvando sé stesse, l’occupazione e in definitiva il benessere sociale.

Se ne è parlato durante la conferenza online organizzata dalla Compagnia delle Opere di Lecco e Sondrio dal titolo “Riprendere insieme. I mercati internazionali con il Covid-19”, con due relatori principali: Graziano Tarantini, dal 2000 presidente di Banca Akros (Gruppo Bpm) e Dario Righetti, già partner di Deloitte Italia e oggi presidente del collegio sindacale di Enav oltre che componente dei collegi sindacali di Luxottica Group e Ferrero Commerciale Italia.

L’incontro è parte di una serie di seminari attivati dalla Cdo da due mesi a questa parte, in coincidenza con il lockdown. Incontri che, ci dice a margine della conferenza il presidente dell’associazione Marco Giorgioni, «non resteranno fermi alla discussione accademica. Come Cdo di Lecco e Sondrio - aggiunge - lavoriamo per accompagnare gli imprenditori a lavorare con le banche per trovare nuovi strumenti di sostegno al lavoro, superando la logica dell’indebitamento e aiutando gli imprenditori a capire che nella relazione con le banche è anche necessario un salto culturale. Il secondo fronte su cui siamo impegnati è quello di una forte battaglia verso una burocrazia diventata insopportabile a iniziare dai ritardi di pagamento dei debiti che lo Stato ha verso le imprese fornitrici di beni e servizi. Nulla osta affinché lo Stato paghi. Quindi lo Stato deve fare ora un passo indietro su questa cattiva abitudine e affrontare le nuove fasi, 2, 3 e oltre, con logica di sussidiarietà per far ripartire le persone attraverso il lavoro. Oggi - conclude Giorgioni - abbiamo una grandissima possibilità di riportare in Italia diverse produzioni, ma dobbiamo farlo alla svelta, purtroppo con una burocrazia che ci ostacola».

Il tema della ricostruzione economica attraverso il lavoro è stato centrale anche nell’intervento di Righetti, che ha messo in rilievo la resilienza degli imprenditori italiani «più di tutti capaci di riprendere la direzione e adattarsi sa nuove situazioni», ricordando che «quando il sistema Italia sembra non farcela vediamo che gli imprenditori ce la fanno, non tanto per le risorse attese dallo Stato ma per capacità proprie». Secondo punto toccato da Righetti è stato quello delle leve da utilizzare per ritrovare competitività sui mercati internazionali, questione su cui sono centrate le aspettative di ripresa di tante imprese.

L’innovazione, ha detto, non sta certo nella nuova tendenza del lavoro da casa, esplosa per le necessità dell’emergenza sanitaria e tutta da verificare nella sua efficacia in tempi più normali. «Occorre invece ripensare alla supply chain - ha ricordato -, ai processi, considerando gli aspetti innovativi che in tempi rapidi le imprese sono state costrette ad adottare e rileggerli per il futuro, considerando quelli che possono trascinare una ri-progettazione delle attività».


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