Lecco. Tra scuola e lavoro

rapporti più stretti

A Lecco il progetto pilota della Carsana, Scaccabarozzi: «Andiamo verso il modello tedesco». La Cisl: «Servono più investimenti sull’alternanza»

Lecco. Tra scuola e lavoro rapporti più stretti

Col nuovo anno scolastico i licei, gli istituti tecnici e le imprese lecchesi si preparano a mettere in atto rapporti più stretti per aiutare i ragazzi ad imparare lavorando attraverso l’alternanza scuola-lavoro.

In proposito a Lecco non mancano progetti pilota, non ultimo quello della Fondazione Carsana che ogni anno inserisce in stage in aziende locali centinaia di giovani, fra i quali molti alla fine si vedono arrivare una lettera di assunzione.

Ora a potenziare le attività di alternanza in tutte le scuole superiori è quella parte della nuova riforma della scuola che porta a 400 ore (dalle precedenti 90) il tirocinio in azienda per i ragazzi degli ultimi tre anni degli istituti tecnici e professionali e ad almeno 200 negli ultimi tre anni di liceo.

Ma con la riforma ad aprire agli stage saranno anche musei, istituti pubblici e privati attivi nelle attività artistiche e ambientali e anche in organizzazioni sportive riconosciute dal Coni. Individuare scuole e organizzazioni disponibili sarà compito dei dirigenti scolastici, mentre in Camera di commercio dovrà essere aperto un “registro per l’alternanza” in cui iscrivere le aziende disponibili a stage e tirocinii, con l’indicazione del numero massimo di studenti e i periodi dell’anno in cui accoglierli. Una misura che è anche di tutela per prevenire il fenomeno diffuso di tirocinii sottopagati e di sfruttamento del lavoro.

Per finanziare la riforma sono disponibili sul 2015 20 milioni di euro, con la previsione di 100 milioni l’anno a partire dal 2016. Lo scopo e, a seconda del tipo di scuola, quello di migliorare l’orientamento o di favorire l’ingresso al lavoro.

In arrivo col nuovo anno scolastico c’è anche la “Carta dei diritti e dei doveri” degli studenti che partecipano a stage, tirocinio, progetti di alternanza e didattica in laboratorio e prima di ogni progetto si dovrà fare una settimana di formazione obbligatoria sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, con lezioni tenute da insegnanti abilitati e a carico del Miur.

Positiva, a Lecco, l’accoglienza della riforma da parte di Giuseppe Scaccabarozzi, vicepresidente della Provincia con delega al lavoro: «La valutazione è positiva in quanto – afferma Scaccabarozzi – la riforma avvicina l’Italia a quel sistema duale tedesco che dà buoni risultati occupazionali. La riforma in atto mi sembra ben strutturata e con maggiori controlli sui rischi di sfruttamento del lavoro. Ora – aggiunge – è determinante fare ottime scelte sulle figure dei tutor in modo che svolga un ruolo di reale accompagnamento dei ragazzi».

A chiedere invece stanziamenti economici più robusti sull’alternanza scuola-lavoro è la Cisl Lecco-Monza Brianza: «È un passo avanti, ma quanto stanziato con la riforma – afferma Rita Pavan, della segreteria provinciale – è ancora insufficiente. Servono investimenti molto più forti sull’alternanza anche per contrastare lo scarso utilizzo dell’apprendistato nelle nostre imprese. Vediamo che in Francia, Svizzera e Germania dove l’apprendistato è particolarmente utilizzato la disoccupazione giovanile è contenuta».

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