Lecco. Tari, la seconda rata  Ma 15mila hanno già pagato
L’ingresso dell’ufficio tributi al Comune di Lecco

Lecco. Tari, la seconda rata

Ma 15mila hanno già pagato

Tassa rifiuti: il 30 settembre la nuova scadenza, mancano ancora i versamenti di 7mila contribuenti

Circa 15mila cartelle Tari già saldate, altre settemila ancora aperte.

Il tutto per un gettito di circa cinque milioni sugli 8,3 totali che risulta già tra le mani del Comune di Lecco. L’assessore al bilancio, Anna Mazzoleni, non nasconde la soddisfazione: «Due terzi dei lecchesi ha già saldato la Tari 2018 in un’unica soluzione nei tempi previsti. Non è certo un risultato che molti comuni possano vantare».

Insomma, se risorse già sicure a bilancio garantiscono migliori servizi, i lecchesi hanno tutto il diritto di riceverli. Palazzo Bovara chiude molto positivamente i cordoni delle prime due scadenze di Tari, e si appresta ad aprire, lunedì prossimo, la terza finestra per il pagamento rateizzato: ancora circa 7mila lecchesi sono chiamati a chiudere i conti con la tassa rifiuti dell’anno in corso. Dal canto suo, il Comune di Lecco attende al contrario la prossima tranche con un certo fatalismo: le notizie a fine novembre potrebbero non essere altrettanto buone come quelle ricevute in questi giorni.

A inizio di quest’anno infatti, erano stati circa quattromila i solleciti inviati per il pagamento delle quote arretrate del biennio 2016 e 2017. Una quota di utenze piuttosto ragguardevole, per una cifra che si aggirava intorno ai 700mila euro (sui quasi 8 milioni totali di gettito Tari messo a bilancio). L’anno 2018, peraltro, è addirittura quello della grande impennata delle tariffe.

La scelta del Comune di Lecco, annunciata già la scorsa primavera e concretizzata al saldo della prima rata, lo scorso luglio, è quella di alzare specularmente tutte le quote di circa il 12%. Il piano finanziario della tassa (quello cioè chiamato a coprire i costi dello smaltimento rifiuti in città) era infatti aumentato da 7,225 milioni del 2017 ai 7,988 del 2018. La variazione, intorno ai 760mila euro, avrebbe coperto i maggiori costi di un servizio raccolta più puntuale, del giro aggiuntivo di bidone giallo separato dal giorno del sacco viola, ed era anche l’occasione per inserire a bilancio la pulizia manuale di addetti ad hoc per la raccolta di rifiuti abbandonati, lo svuotamento cestini e il posizionamento dei contenitori delle raccolte differenziate, oltre all’implementazione di cestini pubblici e di bidoni gialli, e il giro in più di umido nel centro città.

Obiettivi in parte rispettati, ma in parte del tutto disattesi (è il caso dei raccoglitori manuali o del potenziamento di cestini e bidoni), e per questo finiti sotto la lente di ingrandimento di chi quel 12% lo ha sentito più pesante nell’economia dei propri bilanci. È il caso dei commercianti lecchesi, che anche durante l’estate non avevano lesinato critiche nei confronti del modello tariffario vigente a Lecco per la tassa rifiuti.

«Siamo letteralmente tartassati, chiederemo ufficialmente un incontro con il Comune per rivedere insieme la Tari», era stata la dura presa di posizione del direttore di Confcommercio, Alberto Riva. Insomma, nonostante qualche servizio ancora latente e nonostante il quadro sia particolarmente discusso e possa nuovamente cambiare, la ragioneria di Palazzo Bovara può finalmente trovare un motivo per sorridere: 5 milioni di euro sono già in tasca alla chiusura della prima rata. Tutto merito dei solerti lecchesi, molto formiche e per nulla cicale.


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