Lecco. Tangenziale Est  L’effetto Olimpiadi rilancia il piano
La Tangenziale Est: dai cassetti esce il progetto per il prolungamento fino al Lecchese

Lecco. Tangenziale Est

L’effetto Olimpiadi rilancia il piano

Un tavolo di lavoro con la società privata per riaprire la trattativa che si era arenata sei anni fa - Sul tappeto i costi del pedaggio per finanziare l’opera

Le olimpiadi potrebbero portare in dote a Lecco la terza corsia della super e il prolungamento della tangenziale est fino a Olginate. Dichiarazioni pubbliche di intenti non ce ne sono, ma qualcosa si muove senza alcun dubbio sul fronte delle infrastrutture locali. Testimoni sono anche le dichiarazioni della numero uno di Milano Serravalle, Maura Carta. Alle due tangenziali servono prospettive di sviluppo, sono state in sostanza le sue dichiarazioni ai media nazionali, e le olimpiadi potrebbero trasformare il libro dei sogni nella lista della spesa.

Soltanto promesse? Pare di no. Anche perché, proprio sul fronte del possibile prolungamento del tracciato verso tutto il meratese, si lavora ormai su due fronti. Da un lato, il consigliere regionale forzista Mauro Piazza si sarebbe in qualche modo attivato per tessere la tela presso le diverse “scatole” regionali: dalla Serravalle, appunto, alla concessionaria Cal. D’altro lato, il ruolo al momento più delicato è in capo alla Provincia. Il consigliere forzista Mattia Micheli starebbe lavorando insieme al presidente Claudio Usuelli per un tavolo ad hoc già a partire da settembre. Cal, Provincia e Serravalle tenterebbero a quel punto di riallinearsi a quello che era stato l’ultimo atto della recente breve storia dell’operazione: i due distinti progetti e la definizione del quadro economico. Materiale su cui lavorare, in effetti, ce n’è eccome, a partire da quella che era stata la pressoché totale adesione dei comuni coinvolti, ormai dieci anni fa. Certo, uno dei temi su cui ci si era bloccati erano appunto le risorse. Non aveva convinto l’idea di recuperare l’investimento di circa un miliardo spalmandolo a spot sulla barriera di Vimercate. Al contrario, le attuali tecnologie di rilevamento del flusso del traffico (le stesse in uso sull’unico tratto di Pedemontana) consentirebbero una parametrazione più puntuale sul recupero dell’investimento.

Insomma, come ribadito poc’anzi, qualcosa si muove. Ovviamente toccherà sempre a villa Locatelli l’enorme lavoro di riconvocare tutti i comuni coinvolti, specificando gli elementi di discontinuità rispetto al passato e incassando un’ulteriore via libera al progetto. Ma la squadra delle infrastrutture provinciali (che prevede ad esempio anche la consigliera dem Agnese Massaro) è coriacea, e promette bene. Del resto, qualcosa si muove anche sul fronte della Ss 36. Antonio Rossi, dal fronte del tavolo territoriale per le infrastrutture si è ormai spostato a tempo pieno sul tema delle Olimpiadi. Peggio per Lecco? Non è detto, anzi. L’ex canoista ha infatti confermato anche durante la riunione dei giorni scorsi al Pirellino lecchese di aver avocato a sé il tema della superstrada. Un dato che farebbe ben sperare il territorio, visto che proprio dalle mani di un conterraneo passerebbero poi nei prossimi anni i fondi particolari destinati a infrastrutture e impianti lombardi.

Che Antonio Rossi possa spendere il suo ruolo anche per far salire la 36 di qualche gradino nella gerarchia delle infrastrutture lombarde bisognose di risorse, è perlomeno auspicabile. Del resto, la terza corsia del tratto basso della super è esattamente la seconda puntuale richiesta uscita dai tavoli di incontro tra politica, associazioni e istituzioni locali. Associazioni ed enti che, mai come negli ultimi mesi, sono apparsi incredibilmente allineati su metodi, priorità e interlocutori.


© RIPRODUZIONE RISERVATA