Lecco: spauracchio Iva  «Sarebbe un danno per tutti»
L’aumento dell’Iva avrebbe un impatto immediato sui consumi

Lecco: spauracchio Iva

«Sarebbe un danno per tutti»

Giorgioni (Cdo): «Giù i consumi con conseguenze su tutto il sistema economico» - Bazzi (Confesercenti): «Inevitabile un impatto negativo»

L’ipotesi di un aumento dell’Iva con la prossima legge di Bilancio non è scongiurata. Fra dichiarazioni sulle «virtù di un’imposta più spostata sui consumi che sulle persone» (quindi giù l’Irpef e su l’Iva), come detto nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia Giovanni Tria con l’aggiunta che però «si tratta di una posizione scientifica e non di una decisione politica», e un Def che, di fatto, ci ricorda che a saldo fra tagli di spesa e aumenti sul triennio le tasse cresceranno di due miliardi di euro, imprese e consumatori sembrano aspettarsi il peggio.

«Al di là del peso economico di un aumento, che ovviamente ricadrebbe anche sulle imprese – afferma il presidente della Cdo di Lecco, Marco Giorgioni – siamo preoccupati soprattutto per la confusione e l’incertezza di questo periodo, e non mi riferisco solo alle questioni strettamente legate al Governo ma all’andamento generale del Paese. Al di là delle percentuali in cui aumenterà o meno l’Iva, cosa che pure ha la sua importanza per famiglie e imprese, sull’argomento arriva un messaggio che rischia di deprimere in anticipo i consumi. Ciò – aggiunge Giorgioni – non può che aumentare le preoccupazioni per una direzione che va contro il sostegno al potere d’acquisto».

Per la Cdo la questione supera l’aspetto economico ma parte dall’impresa e arriva alla famiglia, due realtà che «nella nostra società non sono alternative, bensì complementari e cuore del tessuto sociale nazionale». Giorgioni sottolinea come aumentare le tasse sui consumi significhi il contrario dell’attuare una politica per le famiglie: «Diminuire per le famiglie la possibilità economica di accedere ai beni fondamentali significa indebolirle, mentre per l’economia di un Paese un nucleo famigliare forte è tutto. E per le aziende è una penalizzazione molto sbagliata – conclude – in un Paese in cui l’economia è ancora fortemente manifatturiera».

Nei giorni scorsi a mettere in fila i costi per le famiglie da un eventuale aumento dell’Iva sono state le associazioni dei consumatori, con Federconsumatori e Codacons che hanno mostrato come il costo annuo aggiuntivo in più per una famiglia si aggiri sui 1200 euro l’anno: «L’impressione – ci dice il presidente di Federconsumatori Lecco, Alfredo Licini – è che sull’aumento dell’Iva nemmeno il Governo sa come andrà a finire. Ora ci sono dichiarazioni contrastanti perché non si vogliono effetti sull’elettorato in vista del voto europeo, ma dopo potranno arrivare delle sorprese. Siamo preoccupati – aggiunge – per quelli che saranno gli aumenti reali dei costi dei prodotti, perché aumentare l’Iva sul prodotto finale significa mettere in moto aumenti su tutto ciò che sta dietro a un prodotto, trasporti e carburanti compresi. Ovviamente come Federconsumatori ci opporremo agli aumenti».

Fra i più preoccupati sugli effetti di un rialzo dell’Iva ci sono i commercianti, che si aspettano «un impatto immediato e negativo – afferma Lionello Bazzi, presidente di Confesercenti – sulle nostre imprese. Se la flat tax si riversa in un aumento dell’Iva ciò non è certo una buona notizia per le famiglie».


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