Lecco. Sconto sugli affitti

«Ma servono aiuti»

Lecco. Sconto sugli affitti  «Ma servono aiuti»

Il decreto«Va bene il credito d’imposta del 60% però occorrono contributi a fondo perduto» - Qualche proprietario è passato già alle vie legali

Un credito d’imposta pari al 60% dell’affitto mensile. È questo quanto previsto dal nuovo decreto varato dal Governo per supportare i commercianti. Condizione necessaria per usufruirne, relativamente ai mesi di marzo, aprile e maggio, è che il fatturato sia diminuito di almeno il 50% e che l’attività non abbia ricavi superiori a 5 milioni di euro. Il credito può essere ceduto al locatore o a un istituto di credito e non può essere cumulabile con il credito previsto dal decreto Cura Italia.

Un provvedimento sicuramente atteso anche dai commercianti lecchesi, come spiega Raffaella Beri, fiorista di via Carlo Cattaneo a Lecco: «Si tratta di un provvedimento importantissimo che stavamo aspettando. Abbiamo pagato regolarmente gli affitti in questi due mesi e ora questa misura ci può dare un po’ di respiro visto gli importi alti che si pagano in centro Lecco. Il meccanismo del credito d’imposta ritengo possa funzionare, anche perché non si può pensare che il padrone di casa faccia diversamente da chiedere l’affitto». Per Raffaella Beri sarebbe importante che arrivasse un aiuto anche dal Comune: «Sarebbe molto utile una sospensione della tassa rifiuti che per un negozio come il mio pesa 1300 euro l’anno, soldi che si potrebbero usare per spese più urgenti».

Provvedimento considerato importante anche da Alberto Negrini, titolare di un negozio di pelletteria in via Cavour: «Va a intervenire su una spesa fissa per noi commercianti, ma che non era derogabile essendo un diritto privato del padrone dell’immobile. Gli affitti sono una delle voci che conta di più insieme a quelle del personale, su una percentuale di costi equivalenti. Per i dipendenti hanno disposto l’agevolazione della cassa integrazione in deroga, che però non è ancora arrivata, lasciando scoperti da due mesi i lavoratori. Mancava un provvedimento sulle locazioni, che intervenisse sulla detrazione dei costi nel periodo in cui siamo stati chiusi. Ci sarà da capire in che modo funzionerà».

Per Negrini è però fondamentale che arrivi anche un contributo a fondo perduto: «Abbiamo dovuto continuare a pagare le bollette e altri adempimenti e non c’è stato nessun provvedimento che li bloccasse. Ora serve liquidità immediata che non sia nuovo debito. Vogliamo capire cosa c’è di questo genere nella manovra, visto che ci hanno detto che sono stati messi alcuni miliardi. Servirebbe una copertura pari al 50% del mancato fatturato».

Di diverso avviso Alberto Bianchi, del negozio di abbigliamento Capo Horn all’Isolago di Lecco: «Si tratta di un provvedimento che non riesco a capire. Ci vengono dati dei soldi vincolati al pagamento dell’affitto e ci vengono date risorse sotto forma di credito di importa. Le cifre che girano per i piccoli negozianti sono circa 5000 euro a fronte di una perdita di fatturato di 100mila euro, almeno nel mio caso. Il vantaggio va ai proprietari degli immobili, che solitamente, almeno qui in centro Lecco, non ne hanno bisogno. Invece nessun aiuto concreto arriva per noi commercianti che abbiamo dovuto chiudere per una decisione dello Stato».

Per Bianchi era un’altra la strada da seguire: «Sarebbe stato più giusto dare i soldi a noi, da usare liberamente, permettendoci di pagare solamente il 20 o 30 per cento dell’affitto, girando il credito di imposta ai proprietari che lo avrebbero recuperato nel giro di pochi mesi. Diversi commercianti so che sono intenzionati a non pagare l’affitto, perché non è in cima alla lista delle priorità di spesa da sostenere ora. Nonostante noi si sia sempre pagato tutto regolarmente ogni mese, c’è già qualche padrone degli immobili pronto ad adire a vie legali».


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