Lecco. Saldi invernali in archivio Davanti c’è il segno meno
I saldi invernali vanno in archivio: con un meno davanti

Lecco. Saldi invernali in archivio
Davanti c’è il segno meno

Dopo sessanta giorni di sconti, si è registrato un calo del 3%, «I ribassi sono iniziati prima, quindi è mancata l’attesa dell’affare»

La campagna invernale dei saldi va in archivio con un calo medio del 3% rispetto allo scorso anno.

Dopo sessanta giorni di sconti, da domani la merce in saldo resterò un ricordo, salvo qualche capo che ancora si troverà a prezzo scontato, via libera alla nuova stagione.

Nuova stagione che è già iniziata da tempo con gli anticipi sulle collezioni primaverili.

I saldi chiudono in negativo, con un calo da leggere con molta attenzione, perché a fronte di chi perde c’è chi mantiene i livelli, e anche chi cresce di qualche punto percentuale rispetto passata campagna dei saldi invernali.

«Nella media i saldi si sono chiusi con una perdita tra il 3 e il 5% - dice Alberto Negrini, responsabile dei negozi del capoluogo per Confcommercio -. I saldi a inizio gennaio sono partiti meno brillantemente rispetto agli scorsi anni, in quanto già buona parte dei commercianti aveva iniziato a proporre delle offerte con dei ribassi sul prezzo. È mancata perciò l’attesa, ed i saldi non sono più visti come quel periodo di spartiacque tra il costo pieno e l’affare».

Iniziati tanto tranquillamente, sono poi proseguiti con calma. Finiti i tempi delle code fuori dai negozi, coi clienti che aspettavano il primo giorno di saldi per fare l’affare.

«Abbiamo avuto dei momenti buoni, con giornate di vendite all’insù, ma anche periodi di calo, dovuti a vari fattori - prosegue Negrini -. Uno su tutti il fatto che è cambiato il modo di fare acquisti, è cambiato l’approccio al commercio. I saldi seppur restino un momento importante per il comparto, vengono letti dal cliente con un’ottica diversa rispetto al passato. Oggi si acquista quello che serve, ed il capo o l’accessori per così dire di sfizio passano molto in secondo piano».

Secondo stime nazionali ogni famiglia italiana, in occasione di questi saldi invernali, ha speso 344 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento, calzature ed accessori.

Acquisti rivolti soprattutto a capispalla, piumini e cappotti, oltre a calzature.

«Come sempre ci sono negozi che hanno fatto un volume d’affari all’insù e altri che invece hanno perso o si sono confermati nella media dello scorso anno - rimarca Negrini -. Da mettere in conto anche il clima, nelle ultime settimane il sole e le temperatore che si sono alzate hanno invogliato il cliente a guardare alle nuove collezioni. Gli acquisti si sono rivolti all’abbigliamento e agli accessori che si indosseranno in primavera, dimenticando il saldo. Quel saldo che comunque era scontato di parecchio».

Alla fine «manca soprattutto la fiducia nel futuro. Le famiglie stanno vivendo ancora un periodo di incertezza economica, e questo spinge a contenere le spese, anche quando la merce è a prezzo scontato», conclude Negrini.


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