Lecco. «Ristrutturazioni  Effetto traino per l’edilizia»
Gli incentivi statali dovrebbero contribuire alla ripresa dell’edilizia

Lecco. «Ristrutturazioni

Effetto traino per l’edilizia»

Il settore guarda con fiducia agli incentivi , Paolo Cavallier (Ance): «Pur con i mesi del lockdown il 2020 non è stato negativo, e adesso siamo ottimisti»

L’edilizia lecchese si aspetta un 2021 di crescita attraverso un mercato delle ristrutturazioni incentivato dai bonus di Stato. Un altro fronte di intervento è quello dei piccoli appalti dei Comuni che, ci dicono in Ance, stanno aiutando il mercato perlomeno in mancanza dell’avvio di opere infrastrutturali importanti che ora ci si attende con le risorse del Recovery plan.

I dati di vendita delle agenzie immobiliari locali segnano una ripresa, ma ciò non influenza direttamente l’andamento delle imprese edili. Il vero dato congiunturale delle aziende di costruzione arriva da Cassa edile, che per il periodo gennaio-novembre 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019 segna per Lecco una flessione dell’11,4% sul volume delle retribuzioni e del 13,7% per le ore lavorate. 

Per gli operai nei cantieri i primi 11 mesi del 2020 si sono chiusi con stipendi pagati pari a 33,46 milioni di euro e quasi tre milioni di ore lavorate (2.942.000 ore).

«All’inizio del 2020 – afferma Paolo Cavallier, direttore di Ance Lecco e Sondrio – nei dati di Cassa edile c’era una tendenza alla crescita di massa salariale e di volumi complessivi, poi i due mesi di lockdown per Covid in marzo e aprile hanno condizionato i risultati. Se non ci fossero stati quei due mesi di fermo avremmo registrato un segno leggermente positivo rispetto allo stesso periodo del 2019. Non ci sono ancora i dati di dicembre, ma possiamo dire che, seppure non sia stato un anno di crescita, il 2020 non è stato un anno negativo per le nostre imprese».

Ora c’è grande attenzione su tutta la partita delle ristrutturazioni, settore che negli ultimi anni ha aiutato tante piccole imprese del settore a salvare conti e occupazione dopo i lunghi anni di crisi che sono seguiti al 2008.

«Il superbonus al 110% - afferma Cavallier – ha un potenziale incredibile sul rilancio deciso del settore, tanto che ci saremmo aspettati di vedere una rapida diffusione di cantieri, cosa che ancora non vediamo. Un incentivo così ricco rappresenta un treno che potrebbe non ripassare più. È vero – aggiunge – che il percorso per attivare il Superbonus è impegnativo, ma visto il vantaggio val proprio la pena di metterci su la testa».

Grandi protagoniste del nuovo superbonus sono le banche, che stanno rispondendo in modo positivo al meccanismo della cessione del credito, così come le pubbliche amministrazioni hanno un ruolo importante nell’agevolare i professionisti che devono certificare le caratteristiche dei progetti.

«Le banche – afferma Cavallier – hanno instaurato collaborazioni positive, seppure di fatto intervengano per acquistare il bonus quando questo è già nel cassetto fiscale del committente. A quel punto le banche sono presenti con il supporto di grandi società di consulenza che danno un supporto importante nel certificare che la procedura è aderente a ogni requisito di legge, ma sarebbe invece bene che le banche stessero vicine al committente fin dal primo momento in cui cerca di orientarsi per capire se la ristrutturazione che ha in mente e adeguata alle caratteristiche del bonus».


© RIPRODUZIONE RISERVATA