Lecco. Riaprono i rifugi  Un passo verso la normalità
Il baitello a Cavagiozzo, era chiuso da inizio marzo dell’anno scorso

Lecco. Riaprono i rifugi

Un passo verso la normalità

Si animano i baitelli delle pendici cittadine: «La felicità di scorgere un po’ di luce in fondo al tunnel»

La luce in fondo al tunnel, la chiamano. E hanno ragione. Perché la chiusura di tanti luoghi pubblici è stata poi anche la chiusura di alcuni spazi che i lecchesi amano oltre misura.

Parliamo di rifugi e baitelli alpini, in particolare dei quattro più frequentati dell’area pedemontana cittadina: il Piazza, e le strutture a Cavagiozzo, dietro la Rovinata e in Magnodeno. La notizia la diamo subito: dallo scorso weekend sono tutti riaperti. Anzi, proprio la giornata di ieri, domenica, è stata per tre di loro il ritorno alla vita sociale. Un piccolo passo che significa però tantissimo per un esercito appassionato di volontari e frequentatori.

«Abbiamo aperto due weekend fa, ovviamente con molta cautela – è l’esordio di Giuseppe Samà, Ana Maggianico - riprendendo poi anche la nostra tradizionale apertura del mercoledì. Il menu? È rimasto quello di un tempo, risotto e pastasciutta. Come volontari non ci siamo mai fermati, e la chiusura è stata un momento utile per poter sistemare la nostra baita, un’occasione per poter apportare qualche miglioria. Ora la cucina sarà a gas e non più a legna, abbiamo ridipinto i tavoli e sistemato all’interno. È comunque un lavoro che ci ha dato grande soddisfazione. Ora si tratta di riabituarsi ad andar su, a lavorare. Sapete com’è, stando a casa ci si impigrisce. Ma le mille chiamate che ricevevamo mentre eravamo chiusi sono uno stimolo enorme».

Parole ottimistiche anche da parte del consigliere Ana Acquate Maurizio Rastelletti. Si parla ovviamente della struttura di Cavagiozzo. «Cosa possiamo dire? C’è la felicità di scorgere la luce in fondo al tunnel. Ci auguriamo tutti di essere ormai a ridosso del traguardo. Siamo fermi da inizio lockdown, a marzo 2020. Di fatto l’estate scorsa è saltata, e pure il resto dell’anno. Abbiamo riaperto parzialmente nei giorni scorsi e, proprio ieri, abbiamo potuto procedere con la riapertura definitiva sempre secondo le normative ovviamente. Nelle scorse settimane, per evitare assembramenti a ridosso del braciere, non l’abbiamo acceso. Ieri invece, domenica, abbiamo consentito l’utilizzo a tutti gli ospiti. Da noi funziona così. Le persone si portano il cibo da casa e noi mettiamo a disposizione il braciere per cucinare a turno alla piastra, chiedendo ovviamente un supporto per la consumazione delle bevande. In tutti questi mesi? I nostri soci pensionati hanno proseguito tutti i giovedì ad occuparsi della manutenzione della baita. È stato come tenere un motore acceso a basso regime per non farlo spegnere. Ora è il momento di accelerare gradualmente».

E riapertura è la parola d’ordine anche per il rifugio Piazza, in gestione al drappello di alpini presieduto da Salvatore Brusadelli. «Abbiamo cominciato giovedì scorso con la prova generale, mentre ieri, domenica, la prima riapertura. Di fatto, siamo riusciti a rimettere in pista tutti i volontari di prima del lockdown. Ci siamo ritrovati dopo diversi mesi, visto che avevamo chiuso i battenti al primissimo freddo dello scorso ottobre, ed è andato tutto bene. Del resto, la gente in questi mesi ha sempre continuato a chiederci se e quando avremmo riaperto e, da parte nostra, ci vedevamo sempre costretti malvolentieri a dire che eravamo chiusi. Il metodo di lavoro? Non è cambiato. Ogni gruppo ha carta bianca per fare il suo, per cucinare e portare quello che meglio gli riesce».

«Abbiamo riaperto una settimana fa – sono infine le parole di Pietro Boscagli, consigliere del Gruppo alpini Belledo – Resegone, a cui è affidato il baitello della Rovinata – sono venuti in pochi, un po’ perché non tutti sapevano. Le misure che teniamo sono rigorose: misuriamo la temperatura, distanziamo i tavoli, separiamo i nuclei. Ed è ovvio che le cose a questo punto siano molto diverse. Prima i bambini giravano e correvano da tavolo a tavolo, c’erano tanti nuclei famigliari insieme. Ora ovviamente ciascuno sta per conto suo. Durante quest’anno di chiusura? Le manutenzioni sono proseguite da parte nostra».


© RIPRODUZIONE RISERVATA