Lecco rende onore

all’arte di Orlando Sora

La mostra alla Torre Viscontea: le opere esposte sono tutte di collezionisti privati. Un percorso che copre la produzione di mezzo secolo

Lecco rende onore all’arte di Orlando Sora
Tanta gente all’inaugurazione della mostra alla Torre Viscontea

LECCO

Il pittore Orlando Sora è il protagonista della mostra inaugurata venerdì sera alla Torre Viscontea a Lecco.

S’intitola «Orlando Sora. Itinerari. Dal dipinto ad olio e “a fresco”» ed è stata organizzata dal Comune di Lecco e dal Sistema museale urbano Lecchese in collaborazione con il Centro di Cultura Aldo Paramatti. All’inaugurazione erano presenti l’assessore alla cultura Simona Piazza, i curatori Barbara Cattaneo e Gianfranco Scotti ed il presidente del Centro di Cultura, Umberto Paramatti. Si è trattato di un appuntamento che ha visto una partecipazione numerosissima a conferma della notorietà di un artista che ha ritratto moltissimi lecchesi e di cui molte famiglie possiedono almeno un’opera. «Questa mostra – ha precisato Barbara Cattaneo – vuole approfondire e valorizzare la vasta produzione pittorica dell’artista che nato a Fano nel 1903, visse e lavorò a Lecco per molti anni. L’allestimento presenta una selezione d’importanti opere praticamente inedite, tutte di proprietà di collezionisti privati, che ripercorrono, dagli anni Trenta agli anni Ottanta del Novecento, il personale linguaggio di Sora, in riferimento alle correnti artistiche del suo tempo. Tre sono i temi che la mostra ha privilegiato: i ritratti, il paesaggio e la pittura sacra».

Gianfranco Scotti ha parlato dell’uomo Sora e della sua grande passione per l’arte: «Era una persona semplice, schiva e riservata, che non aveva l’ambizione di emergere a tutti i costi e questo, forse, ha frenato il suo percorso artistico. Lui peraltro ha avuto una storia unica nella pittura italiana. Possiamo dire che Sora ha avuto tre momenti diversi: sino agli anni Trenta è stato profondamente dentro il ’900 italiano, negli anni Quaranta, la sua pittura si è essenzializzata, per poi arrivare ad una sorta di rarefazione e sintesi negli anni Settanta». Un altro aspetto importante dell’arte di Sora sono gli affreschi. Basti ricordare “Il Giorno del Giudizio” nella Chiesa del Caleotto (1951), quello per il Palazzo delle Poste; la Via Crucis per la Chiesetta di Santa Maria della Neve ai Piani d’Erna (1967); il ciclo dedicato a Giovanni XXIII (1968) all’Ospedale di Lecco e l’acrilico della volta del Teatro Sociale, intitolato “Il teatro della vita” (1979).

Proprio per consentire la visione di queste opere e di altre, poste in edifici privati, si è fatto ricorso alla tecnologia, come ha spiegato Umberto Paramatti: «Abbiamo voluto provare a rendere facilmente fruibile la visita agli affreschi di Sora. Grazie al sistema Vr 360 abbiamo costruito un percorso virtuale che il fruitore può visionare senza spostarsi. Così facendo abbiamo potuto creare quello che formalmente non sarebbe possibile ovvero una mostra itinerante di affreschi». Si tratta, dunque, di una mostra molto interessante che consente anche ai più giovani di conoscere questo artista.

Come ha detto l’assessore Simona Piazza: «Questo evento espositivo è un omaggio a Orlando Sora e alla sua vasta opera pittorica, che ha coinvolto la nostra città e il territorio circostante. Dopo diversi anni potremo nuovamente godere di una mostra antologica che ripercorre i periodi più significativi della grande produzione artistica del pittore marchigiano, adottato dalla nostra città».

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