Lecco. Reddito cittadinanza  Caf presi d’assalto
Caf dei sindacati pieni di gente che chiedono informazioni per il Reddito di cittadinanza

Lecco. Reddito cittadinanza

Caf presi d’assalto

Tante le richieste di informazioni e dell’Isee, Cannella (Cgil): «Non si sa quanti ne abbiano diritto», Ascoli (Cisl): «Mancano le indicazioni sulle modalità»

Il reddito di cittadinanza sta per travolgere Caf e patronati.

Per ora le prime resse sono state individuate per la richiesta dell’Isee da parte di coloro che pensano di poter accedere alla nuova opportunità. Ma la verità è che non è ancora chiaro, neppure agli addetti ai lavori, quale sarà l’impatto in termini numerici.

«Secondo le ultime stime – ci dice Massimo Cannella responsabile Caf per la Cgil Lecco – in Lombardia dovrebbero essere 120 mila le famiglie che potrebbero avere diritto al reddito di cittadinanza. Ma quanto queste stime siano reali non è ancora possibile dirlo. Essere al di sotto della fatidica soglia dei 9360 euro annui, infatti, non è l’unico vincolo per accedere al reddito di cittadinanza». C’è ancora molta incertezza, dunque, sul numero di coloro che effettivamente faranno richiesta: «Bisogna distinguere tra la vera efficacia di questo provvedimento, che potremo “misurare” solo alla fine, con i dati reali mano, e l’aspettativa che si è venuta a creare, che è quella che ci preoccupa. Non dimentichiamo che in questo periodo scattano le dichiarazioni dei redditi, a cui s’è aggiunta la “quota 100”. Il rischio di ingorghi agli sportelli è dunque concreta».

A queste perplessità si aggiungono quelle delle molte difficoltà dei Caf in assenza di precise indicazioni su cosa fare nei confronti di chi intende presentare domanda per il reddito di cittadinanza. «Sino ad ora ai Caf non è stata data alcun tipo di indicazione. – precisa Michele Ascoli responsabile Caf Cisl Monza Brianza Lecco – Sicuramente collaboreremo per le domande relative al reddito di cittadinanza, ma non sappiamo ancora con quali modalità. Cosa dovremo fare? Inoltrare all’Inps il modello già compilato dall’utente o daremo un’effettiva consulenza nel merito?

Questo ancora non lo sappiamo». Intanto, anche alla Cisl la richiesta degli Isee è aumentata ed è ovvio che ciò dipende da chi pensa di poter accedere al nuovo reddito: «Il decreto solleva ancora molti dubbi e non esiste un’esauriente nota esplicativa che ci permetta di rispondere a molte domande. Per esempio un extracomunitario deve dimostrare di essere da dieci anni in Italia e di risiedere continuativamente da due anni nella stessa sede, ma come fa a dimostrarlo? Che documento deve esibire? Questo è ancora poco chiaro. L’impressione è che l’abbiano fatta molto semplice ma non è così».

Altre difficoltà si incontrano anche on line: «In teoria tutto si può fare anche on line, compreso l’Isee, ma poi la gente arriva da noi. Evidentemente non è tutto così facile». In termini operativi, però, è la mancanza di chiare indicazioni che sta frenando l’intero sistema di richiesta del reddito di cittadinanza: «Devono dirci chiaramente cosa devono fare i Caf. Se il nostro ruolo è quello di certificare la corretta compilazione dei moduli e inviarli, è un conto, ma se dobbiamo anche verificare che ci siano i requisiti per la domanda allora tutto cambia. E’ evidente che stiamo aspettando notizie in merito».


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