Lecco, rami pericolanti  Chiusi i parchi e la Malpensata
Alla Malpensata non si passa per gli alberi abbattuti o pericolanti, sotto la passeggiata devastata e le buche sul lungolago

Lecco, rami pericolanti

Chiusi i parchi e la Malpensata

Maltempo Devastato il patrimonio verde della città. LineeLecco dona 22 alberi, altri 80 li pianterà il Comune

Un centinaio di alberi abbattuti, un numero indefinibile di rami e piante che sono ancora a rischio caduta. Sono ingenti i danni al patrimonio arboreo della città.

«Ci sono zone come l’area verde della Malpensata che restano inagibili a causa dei pericoli dovuti agli alberi rotti e ai rami pericolanti. Stiamo lavorando per tamponare una situazione che martedì ha creato tanti danni. Un evento straordinario che mi auguro non si ripeta più - dice l’assessore Corrado Valsecchi -. Un altro temporale come quello di martedì pomeriggio e la città rischierebbe di restare senza piante».

Ad essere abbattuti sono stati soprattutto gli alberi sani, visto che quelli ammalati erano già stati tagliati durante gli interventi di cura del verde cittadino.

Anche nei rioni

«Abbiamo perso un centinaio di piante, sul lungolago in zona Malpensata e scendendo, a Rivabella, ma anche nei rioni, visto che il vento ha colpito l’intera città - prosegue l’assessore Valsecchi - LineeLecco si è già resa disponibile a donare ventidue piante, una per ciascuna delle scuole di Lecco, che pianteremo in aree da definire, il Comune nei prossimi mesi ne pianterà un’altra ottantina. Certo è che gli alberi abbattuti erano grandi, con tanti anni di storia, e quelli che pianteremo dovranno crescere».

Adesso però l’emergenza è legata ai rami pericolanti. Il Comune ha fatto una prima verifica togliendo tutti quelli a rischio e bloccando al passaggio le zone più pericolose, fino a data da destinarsi restano chiusi anche i parchi, considerato che prima di tutto vanno messe in sicurezza le zone di maggior transito come il lungolago.

Asfalto sgretolato

E se gli alberi fanno paura, non sono da meno le buche nell’asfalto che iniziano ad allagarsi. A Rancio si sono create delle “voragini” pericolose subito tamponate, a San Giovanni l’asfalto già precario in alcuni punti ora è martoriato. Sul lungolago nella zona in direzione della Canottieri e davanti al Larius è un susseguirsi di buche, e si notano anche alcuni cedimenti a lato della sede stradale che costeggia piazza Cermenati, oltre che in direzione delle Caviate.

Alle Caviate il cantiere della pista ciclabile è diventato una discarica con alberi e piante appoggiate all’interno, in attesa di essere smaltite.

Altro pericolo da non sottovalutare quello del fogliame sui marciapiedi: i punti critici restano il lungolago e viale Turati. Basta poco per scivolare, tanto che ieri gli addetti sono intervenuti cercando di pulire e di tamponare una situazione che da martedì resta critica.

Preoccupa pure il lago cresciuto di un metro in pochi giorni, il livello supera i 90 centimetri sopra lo zero idrometrico. Lago che è passato dai 30 centimetri sotto ai 90 sopra in pochi giorni, da una situazione di siccità alla riva che ormai è sparita.

Quel poco che resta delle spiagge è ormai invaso dalla legna portata dal lago e da tanta plastica. Bottiglie, bidoncini e secchielli che raccontano come sia difficile combattere contro l’inciviltà di chi scambia il lago e le spiagge per una pattumiera. A lato della Canottieri ieri mattina galleggiava un po’ di tutto.

Per fortuna c’è chi recupera la legna dalle spiagge per poi bruciarla durante l’inverno. Nei paesi che si affacciano sul Lario è già iniziata la raccolta da parte di chi ha la stufa o il camino.

Da martedì pomeriggio, dopo il temporale, è una corsa per gestire una situazione che di giorno in giorno mostra i suoi danni. E manca ancora la conta di tutti gli alberi abbattuti e degli smottamenti nelle zone montuose della città.


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