Lecco. «Quota 100?

Ora serve una riforma»

Le pensioni: nella bozza del Recovery plan non viene prorogata la misura che rimane in vigore sino a fine anno - I sindacati: «È necessaria una visione d’insieme che aggiorni la materia previdenziale, gli ammortizzatori e il fisco»

Lecco. «Quota 100? Ora serve una riforma»

Con la bozza del Recovery plan arriva anche lo stop a Quota 100 dal 2022. La possibilità di andare in pensione con 62 anni di attività e 38 di contributi arriverà a scadenza del suo triennio sperimentale il 31 dicembre.

Nessun rinnovo, dunque, e tuttavia, ci dice il segretario generale della Uil del Lario, Salvatore Monteduro, «i sindacati in proposito non sono certo alla ricerca di alternative a Quota 100. Ora – aggiunge – è tempo di dare nuove risposte in termini di riforma delle pensioni e ampliamento della platea per i lavori usuranti, così come servono risposte per chi viene espulso dal lavoro a 58-60 e si ritrova senza pensione e senza sussidio».

Salvatore Monteduro spiega che il riferimento è ai nuovi esodati destinati ad aumentare quando verrà meno il divieto di licenziamento e sottolinea che è tempo di norme che resistano nel tempo. La stesa logica, aggiunge, «va al tema degli ammortizzatori sociali. La crisi per Covid ha dimostrato che serve una copertura universale. Di certo auspichiamo che il blocco dei licenziamenti sia mantenuto fino a quando non sarà finita la pandemia, ma ci aspettiamo dei licenziamenti con la possibilità che non tutti siano ricollocati al lavoro. Questo – conclude Monteduro – è il momento in cui decidere di allocare risorse per coperture contributive».

E ciò vale tanto più per la previdenza dei giovani sottoposti a discontinuità lavorativa e quindi a vuoti nei versamenti di contributi, un tema «su cui non perdere tempo afferma Monteduro - perché se un giovane ad esempio intorno ai 22-23 anni ha già accumulato qualche anno di discontinuità lavorativa, intervenire magari fra qualche anno significa incidere pesantemente sulla qualità del suo futuro economico». E sui lavori usuranti «bisogna al più presto riavviare il lavoro della commissione interministeriale partecipata anche da Cgil, Cisl, Uil, parte datoriale più Inps e Inail».

Per il segretario generale della Cgil, Diego Riva, «il punto non è che Quota 100 sia o meno rinnovata. Oggi bisogna unire in una visione d’insieme tre riforme: pensionistica, degli ammortizzatori sociali e fiscale».

E aggiunge che su ammortizzatori sociali e pensioni «oggi la legge Fornero deve essere sostituita con una nuova riforma. Andando in pensione prima con un meccanismo contributivo e non retributivo si ottiene una pensione più bassa, quindi quando si dice che mancano le risorse bisogna invece pensare che in realtà le casse dell’Inps non sono in una situazione disastrosa, proprio in base a questo meccanismo che è stato a suo tempo costituito. Ora – aggiunge Riva – c’è necessità di una riforma complessiva, anche perché nella legge Fornero non c’è risposta concreta per i giovani i quali se andassero in pensione con i contributi versati attraverso i lavoro discontinui avranno assegni da fame».

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