Lecco. «Quell’olmo   ci costa 70mila euro»
Il presidio di fine luglio per salvare l’olmo

Lecco. «Quell’olmo

ci costa 70mila euro»

Il cantiere per il parcheggio di via Sassi è in ritardo: per l’assessore è colpa dei cittadini che protestano, Valsecchi: «Abbiamo dovuto cambiare completamente il progetto, stravolgere i lavori, ordinare altri pezzi»

L’olmo salvato nel parcheggio di via Sassi - sostiene l’assessore - è costato alla cittadinanza 70mila euro in più e un mesetto buono di ritardo sui lavori. Soldo più, soldo meno. Settimana più, settimana meno. Insomma, il caso dell’olmo salvato dal primigenio progetto comunale, che l’avrebbe bellamente tolto di mezzo, si rinfocola quando chiediamo all’assessore Corrado Valsecchi lumi sui ritardi del cantiere del parcheggio tra i più importanti di Lecco, vista la sua posizione centralissima e a due passi dalla stazione: «Cercheremo di finire entro il 20-30 di ottobre, ma prima non si poteva fare. Non dipende da noi ma da alcune forniture che abbiamo dovuto ordinare in ritardo, nel senso che l’abbiamo fatto dopo aver cambiato il progetto per salvare l’olmo».

Insomma, una volta cambiato il progetto c’è stato bisogno di adeguare anche le forniture e non solo i lavori. «Abbiamo completato tutti i sotto servizi per via Sassi e per le utenze in loco. Ora settimana prossima cominceranno a fare le pavimentazioni, ma aspettano le forniture per tutto il grigliato che farà da cornice all’olmo. Un grigliato sul quale passeranno le auto, ma che, nel contempo, consentirà all’olmo di crescere e prosperare, anche se non è in buone condizioni e avrà bisogno di ulteriori cure, come abbiamo sempre detto».

E qui emerge se non il risentimento, certo la spigolosità di un assessore che ha dovuto cambiare progetto “a furor di popolo”. Il comitato “Alberiamo”, Legambiente e tutti gli ambientalisti che si sono mossi a favore della salvezza dell’albero, non vengono mai citati da Valsecchi, ma è chiaro che “I ragazzi di Buizza”, abbiano fatto sicuramente storcere più volte il naso a progettisti e assessore: «Abbiamo cambiato il progetto completamente – ammette solamente Valsecchi - per cui abbiamo dovuto ordinare nuovi pezzi prima non previsti. Il lavoro purtroppo è stato stravolto e ovviamente questo farà subire un ritardo a tutta l’operazione, al cantiere. Il primo a esserne consapevole sono io… La tempistica è che speriamo entro il 20-30 ottobre di finire la piazza del parcheggio. Dico speriamo non per me, ma perché bisogna capire che ogni settimana di ritardo sono meno introiti per il parcheggio».

Allora Valsecchi precisa con dovizia di particolari: «Aver salvato l’olmo è una bella cosa, certamente, ma ha comportato anche oneri in più per circa 70mila euro… Per salvare l’olmo e dare soddisfazione alla città e a chi protestava, abbiamo cambiato un progetto perdendo 17 posti macchina e spendendo molto più di quanto preventivato. Spero che non ci si lamenti ancora, dopo tutti gli sforzi fatti».

Insomma, i conti della serva sono presto fatti: 70mila euro di maggiori spese, un ritardo di circa un mese sul cronoprogramma (per cui un mese di introiti da parcheggio in meno), 17 posti auto in meno (e tutti i relativi introiti persi). Per la natura questo e altro, naturalmente. I vantaggi dati dalla presenza dell’albero, dell’olmo, non sono quantificabili economicamente. Anche se i costi, sì.


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