Lecco. Professionisti persi   nel labirinto dei 600 euro
Si ha diritto al bonus solo se iscritti in via esclusiva a una Cassa

Lecco. Professionisti persi

nel labirinto dei 600 euro

Il decreto liquidità in Gazzetta ha rivisto i criteri per poter beneficiare del contributo governativo - Rocca: «Siamo alle prese con il calcolo dei redditi»

«Per conto di partite Iva e professionisti nostri clienti siamo ancora alle prese coi calcoli sui redditi per definire il diritto al bonus da 600 euro e a questo ora si aggiungono gli invii da rifare per gli iscritti “in via esclusiva” a casse autonome. Vedremo di farcela».

Antonio Rocca, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Lecco, come altri suoi colleghi si prepara a rimettere mano a parte delle richieste di bonus dopo che il “decreto liquidità” pubblicato in Gazzetta ufficiale l’8 aprile ha rivisto i criteri di accesso al bonus e ha stabilito che, a differenza di quanto anticipato nella bozza di decreto e del Dl di marzo, il beneficio si ottiene se si è iscritti “in via esclusiva” ad una Cassa previdenziale.

Quindi, seppure si rientri nel tetto massimo dei 35mila euro l’anno, se oltre alla propria Cassa autonoma si è iscritti anche all’Inps non si ha diritto al bonus.

E visto che nel frattempo dal primo aprile da tutt’Italia sono arrivate da professionisti oltre 400mila domande, parte di queste (si stima circa il 40%) andranno ripresentate. Perciò le Casse, che anticipano l’erogazione per conto dell’Inps, hanno fermato il primo pagamento dei bonus che era previsto per il 10 aprile, tranne qualcuna che è stata rapida con gli accrediti in conto corrente.

«Ora – ci dice Rocca – le Casse devono verificare se le domande già presentate rispondono ai nuovi requisiti. Il dato è che sul punto ora le Casse sono ferme e i quattrini ai destinatari non arrivano. Mentre per l’Inps ora si è chiarito che non conta l’ordine cronologico di presentazione delle domande, alcune Casse si sono attivate per anticipare i versamenti in attesa di farsi poi rimborsare dall’inps. È questo, ad esempio, il caso della nostra Cassa professionale».

Per la categoria dei commercialisti, che da soli totalizzano circa 25mila domande (al terzo posto dopo Inarcassa di ingegneri e architetti, che con circa 80mila domande sono comunque già obbligati all’iscrizione unica, e i geometri con 40mila), interviene anche l’Ordine nazionale, col presidente Massimo Miani che in una nota parla, a proposito della revisione dei criteri, di «una vicenda gravissima, ennesima dimostrazione della superficialità e della disattenzione con le quali la politica approccia le questioni legate all’universo dei liberi professionisti italiani. E anche la dimostrazione di come finanche in questo frangente drammatico l’Italia soccomba a norme che cambiano nottetempo, farraginose, spesso incomprensibili. Quando l’emergenza sarà finita si dovrà affrontare di petto il tema di una burocrazia eccessiva che imbriglia il Paese, i suoi cittadini e la sua economia facendo i salti mortali per interpretare norme del tutto incerte. Ora tutto si ferma incredibilmente, con un ulteriore allungamento dei tempi per l’erogazione di cifre comunque insufficienti per sostenere concretamente centinaia di migliaia di liberi professionisti».


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