Lecco. Pochi iscritti  La Filzi rischia di chiudere
Lo scorso settembre gli iscritti sono stati appena cinque

Lecco. Pochi iscritti

La Filzi rischia di chiudere

A Bonacina, il Comune rilancia con il servizio post scuola, in bilico anche i plessi di Chiuso e di Maggianico

Salvare le piccole scuole rionali: dalla Filzi di Bonacina alla Torri Tarelli di Chiuso passando per la Toti di Maggianico.

Gli open day bussano alle porte e tra novembre e dicembre partiranno le iniziative dei plessi per tentare incrementare le iscrizioni.

I riflettori sono accesi sull’elementare Filzi di via Timavo a Bonacina dove lo scorso settembre, per la seconda volta, non è stata attivata la prima elementare: gli iscritti erano solo cinque.

Eppur le scuole di rione hanno un’importanza strategica: offrono un servizio fondamentale alle famiglie, e permettono alle periferie di “vivere”, evitando di trasformarsi in dormitori. Parliamo di quartieri che, in molti casi, già si sono impoveriti a causa della chiusura di tanti negozi.

«Le piccole scuole sono una ricchezza e vanno preservate - dichiara perentorio l’assessore all’Istruzione Emanuele Torri - da parte nostra, c’è la volontà di mantenerle aperte. Certo è che poi si devono fare i conti con gli iscritti...».

«Alla Filzi di Bonacina - prosegue - abbiamo introdotto il post scuola quale servizio aggiuntivo. Credo che le piccole scuole possano incrementare il loro piano dell’offerta formativa con progetti diversificati, così da proporre alle famiglie un ampio ventaglio di opportunità tra le quali scegliere».

Sul finire degli anni Ottanta la scuola elementare Filzi di Bonacina aveva già rischiato di perdere la prima elementare, e di conseguenza di sparire nel giro di poche stagioni, tanto che erano state promosse petizioni per scongiurarne la chiusura.

Dal 4 ottobre, come fa notare l’assessore, è stato introdotto il servizio del post scuola al lunedì, mercoledì e giovedì dalle 16 alle 18, potenziando così l’offerta a vantaggio degli alunni e delle loro famiglie.

Il rischio che il Comune vuole evitare è che a Bonacina si ripeta quanto successo a Laorca, dove nel 2016 la scuola elementare Pio XI di via Monte San Gabriele ha iniziato a perdere la prima classe e così anche l’anno successivo fino alla chiusura definitiva del 2018, quando le ultime classe rimaste, già con pochi iscritti, erano state trasferite all’elementare Diaz di San Giovanni.

Calato il sipario sulla scuola elementare al suo posto il Comune ha avviato “Laorca Lab” con una serie di attività quali laboratori di cucina e di tessitura, dando alla struttura l’opportunità di una seconda vita ed evitando che diventasse preda del degrado.

Un’altra scuola con numeri risicati è la Torri Tarelli di via Gemelli a Chiuso che a settembre è partita con una prima elementare di dodici alunni. Sono molto contenuti anche gli iscritti alla Toti di Maggianico (una quindicina scarsa). La soluzione è stata quella di creare una sola classe con gli iscritti alle due scuole, poi divisi in due gruppi che frequentano ciascuno la scuola del proprio rione.

La Torri Tarelli tra qualche giorno compirà sessant’anni: venne inaugurata il 3 novembre del 1961 alla presenza del ministro comasco Mario Martinelli. La costruzione era iniziata un anno prima con un contributo statale di 50 milioni di lire. La posa della prima pietra è datata 19 maggio 1960.

Fino a quell’epoca, Chiuso non aveva la sua scuola elementare e gli alunni di prima, seconda e terza avevano le aule nei locali della materna, mentre quelli di quarta e quinta nell’edificio di via Puccini che ora accoglie le medie.

Ci sono stati anni con 150 alunni divisi sulle cinque classi, e periodi dove in prima c’erano fino ad una quarantina di iscritti, mentre oggi si fa fatica a creare anche solo una classe di remigini.

Nel 1997 ci furono dei problemi quando il ministro Luigi Berlinguer attuò la ristrutturazione del sistema scolastico incentivando i provveditori alla chiusura delle scuole, ed il provveditore di Lecco decise per la chiusura dei plessi di Chiuso e Laorca.

L’Amministrazione comunale del periodo, opposizioni comprese, si diede da fare, credendo nell’importanza della scuola rionale e sostenendo il progetto di plesso, nonostante le avverse direttive dello Stato salvò le due scuole.

E oggi l’emergenza si ripropone.


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