Lecco. «Piattaforma pubblico-privata   per l’e-commerce dei piccoli negozi»
Commercio e terziario sono i settori più penalizzati dal coronavirus

Lecco. «Piattaforma pubblico-privata

per l’e-commerce dei piccoli negozi»

Commercio: Confesercenti lancia una serie di proposte per far uscire il settore dalla crisi - Lionello Bazzi: «Necessario intervenire con il credito agevolato e contributi a fondo perso»

Con un forte calo di fatturato e aspettative di ripresa ridotte al minimo il terziario del commercio, del turismo e dei servizi è il settore che sta pagando il prezzo più alto alla pandemia.

Secondo gli ultimi dati presentati alla Giornata dell’economia il comparto nel primo trimestre di quest’anno, quindi in pieno coronavirus, ha perso il 5,5% di valore aggiunto nel commercio e il 15% nei servizi sul 2019. Nel confronto regionale su base annua con gli ultimi dati di Unioncamere Lombardia i servizi hanno perso il 9,6% con punte del 20% per alberghi e ristoranti, mentre il commercio al dettaglio è calato del 7,2%.

Crollano i fatturati e anche le aspettative degli imprenditori, con la consapevolezza che l’emergenza si protrarrà «per gran parte del secondo trimestre», spiega Unioncamere. Fra gli imprenditori del settore infatti il saldo tra aspettative di crescita e diminuzione del fatturato è pari al -65% per le imprese dei servizi e al -39% per gli esercizi commerciali.

Una situazione che si riflette anche su Lecco, che nel commercio al dettaglio segue un andamento regionale dove i negozi specializzati non alimentari hanno dovuto in larga parte chiudere con un crollo di fatturato (-19,1%). Variazione negativa più contenuta per negli alimentari specializzati (-2,2%), mentre i negozi non specializzati e la grande distribuzione a prevalenza alimentare hanno visto un significativo incremento della domanda (+6,9%).

A Lecco, afferma il presidente di Confesercenti, Lionello Bazzi, «la chiusura per emergenza sanitaria ha messo in forti difficoltà gran parte dei nostri esercizi commerciali, ora impegnati in una ripresa difficile in quanto le persone, a loro volta colpite dagli effetti economici della pandemia, stanno facendo i conti per capire se nei prossimi mesi si ritroveranno più povere o se potranno tornare a spingere un po’ sui consumi. È tempo che le attività del commercio siano aiutate soprattutto nei loro problemi di liquidità con credito agevolato e soprattutto contributi a fondo perduto».

Bazzi rilancia le proposte già avanzate al Governo dalla presidente nazionale di Confesercente, Patrizia De Luise, agli Stati generali dell’economia, al quale ha ricordato come entro fine anno la flessione dei consumi per il commercio, il turismo e i servizi possa essere compresa tra i 91 e i 110 miliardi. E visto che il lockdown ha fatto riscoprire i negozi di vicinato e la spesa consegnata a casa, nel post-emergenza Confesercenti chiede anche la creazione di una piattaforma digitale pubblico-privata in modo che le imprese possano utilizzarla con costi ridotti per i servizi a domicilio.

L’associazione chiede anche «un piano straordinario, con zone franche per il turismo che includano fiscalità di vantaggio per visitatori stranieri e imprese, oltre alla revisione di tax credit per le strutture recettive, al sostegno al finanziamento delle mpmi e a una centrale rischi commerciale».


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