Lecco. Pensione in anticipo

Finora 250 domande

A molti interessa la cosiddetta “Ape sociale” anche perché da noi i lavoratori precoci sono tanti - Pirelli (Cgil): «Ma non ci saranno soldi per tutti»

Lecco. Pensione in anticipo Finora 250 domande
La sala di attesa della sede Inps di Lecco

Maratona in corso anche nei patronati dei sindacati di Lecco e provincia per chi vuol riuscire a presentare in tempo le domande di Ape sociale, che accompagna alla pensione i 63enni con determinati requisiti, e di pensione anticipata per i lavoratori precoci della “quota 41” con almeno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni di età.

A fronte di 11.300 domande arrivate all’Inps in pochi giorni da tutt’Italia, nel Lecchese in pochi giorni i patronati di Cgil, Cisl e Uil hanno totalizzato l’invio di oltre 250 domande, per due terzi relative all’Ape social, mentre sono almeno altrettante le telefonate ricevute per nuovi appuntamenti nei prossimi giorni, in aggiunta alle code di chi si presenta senza preavviso per avere informazioni.

In sostanza i responsabili dei patronati affermano senza mezzi termini che le loro sedi sono “prese d’assalto” mentre, per migliorare la selezione ed evitare perdite di tempo, lo Spi-Cgil insieme al patronato Inca ha istituito in questi giorni un numero di telefono (345 5882357) a cui rivolgersi nelle mattine da lunedì a venerdì. «A partire dal dato nazionale - afferma la segretaria generale della Cisl di Lecco e Monza, Rita Pavan - è evidente che questi due strumenti, nonostante i loro limiti, danno risposta a persone in condizione di difficoltà lavorativa e sociale. E’ la prova che l’accordo siglato rispondeva a concrete esigenze. Ora aspettiamo il decreto sull’Ape volontaria, anch’esso in ritardo».

La possibilità che le domande di Ape sociale e “quota 41” siano accolte ora si scontra con limiti di tempo e di soldi, oltre che con qualche difficoltà normativa.

Sul tempo la scadenza è strettissima, perché tutte le domande devono arrivare all’Inps entro il 15 luglio, quindi in 18 giorni lavorativi da quando la sera di venerdì 16 giugno sono stati pubblicati i decreti attuativi e il mattino dopo (sabato) l’Inps ha messo a disposizione le procedure informatiche per l’invio telematico. Sulla questione tutto il calendario è saltato: dopo il verbale su Ape social e quota 41 firmato fra Governo e sindacati nel settembre 2016 e l’inserimento dei due provvedimenti in legge di Bilancio 2017 il Governo avrebbe dovuto pubblicare i due decreti attuativi della legge di Bilancio entro due mesi dalla sua approvazione avvenuta nel dicembre 2016 e non, come accaduto, il 16 giugno, con sei mesi di ritardo.

Sulle risorse, l’accettazione delle domande si fermerà quando sarà raggiunto il tetto dei 300 milioni stanziati sul 2017 per le due agevolazioni. E siccome, stabiliti i requisiti, si entrerà anche in base alla data di presentazione delle domande a breve non resterà che aspettare la pubblicazione della graduatoria stilata dall’Inps entro il 15 ottobre.

«Il punto - afferma il segretario generale della Cgil provinciale, Wolfango Pirelli - è che comunque sia avremo una serie di persone che presenteranno domanda senza avere i requisiti, mentre una serie di persone che ne ha diritto resterà fuori dalla graduatoria, perciò immaginiamo si possano aprire contenziosi con lo Stato».

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