Lecco. Paramassi in via del Sarto

Dopo la pulizia, la sicurezza

Nei mesi scorsi, gli interventi straordinari di sfalcio vegetazione, ora l’impegno di spesa per consolidare la scarpata e le pareti di roccia

Lecco. Paramassi in via del Sarto Dopo la pulizia, la sicurezza
L’area alle spalle di via del Sarto: le ultime propaggini del Magnodeno

La scarpata e la parete rocciosa sopra le case di via del Sarto verranno consolidate e messe in sicurezza, rivestite con una rete metallica per evitare il distacco di materiale. Il Comune ha affidato l’opera alla ditta “Ingeo, studio associato di ingegneria e geologia” di corso Martiri a Lecco.

Per le sue caratteristiche geomorfologiche e idrografiche il territorio è particolarmente sensibile al rischio idrogeologico ed idraulico, e tali eventi si profilano spesso come fenomeno a rischio incolumità, con la necessità di interventi di verifica per eventuale messa in sicurezza.

L’impegno di spesa è di circa tremila euro. Nei mesi scorsi erano già iniziati degli interventi straordinari di pulizia e messa in sicurezza di via del Sarto, con la pulizia e lo sfalcio della vegetazione dietro il complesso residenziale di via del Sarto.

Un intervento straordinario di prevenzione del rischio idrogeologico che segue la mappatura realizzata dai volontari del gruppo comunale di Protezione civile, funzionale alla prevenzione del rischio idrogeologico e a fornire uno strumento utile per tutto il territorio. La mappa in questione individua le zone da mettere in sicurezza e viene aggiornata coi lavori fatti di volta in volta.

A Chiuso, come in altre aree della città, vengono costantemente tenute sotto controllo in particolare le pareti rocciose, per evitare distacchi di materiale. Nel caso del rione a sud, Le reti paramassi verranno posizionate nei tratti dove ancora mancano e vanno a completare il lavoro iniziato nei mesi scorsi, in particolare ad inizio 2021 quando l’area era stata ripulita.

Del resto, i distacchi di materiale e le frane hanno in parte segnato la storia locale negli anni e nei secoli scorsi.

Sei morti, otto case crollate e diciassette persone senza tetto fu il drammatico bilancio della frana di Versasio sopra Acquate del 1882. Sempre lo stesso anno un’eccezionale piena del Bione distrusse il ponte di Belledo. L’alluvione provocò anche il cedimento di una parte della strada che costeggiava il corso d’acqua. Il 18 ottobre del 1921 ad Acquate si staccò un’altra frana, fortunatamente senza vittime, in via don Rodrigo all’altezza dell’allora cava di pietre. Ad avere danni furono i residenti nella piazzetta Guerrazzi nella zona detta Garabuso, che furono tagliati fuori da Acquate e costretti a lunghi giri a piedi.

In anni più recenti, la frana del San Martino: il 23 febbraio 1969 all’1.30 di notte, la città fu svegliata da un boato: un’enorme frana dal San Martino piombò nella zona del Vallo, nel rione di Santo Stefano. Quella notte sette persone persero la vita e altre tre restarono ferite.

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