Olimpiadi invernali  «Occasione speciale  di grande rilancio»
La festa della delegazione di Milano Cortina al momento dell’assegnazione delle Olimpiadi

Olimpiadi invernali

«Occasione speciale

di grande rilancio»

L’analisiArnaldo Soncelli, vicepresidente di Federfuni

«Ho la Valtellina nel cuore e l’opportunità va sfruttata

La Super e la ferrovia sono datate, servono lavori»

«Albergatori, associazioni economiche, impiantisti, commercianti: ora mi aspetto che tutte le parti del sistema economico valtellinese siano ascoltate in preparazione delle Olimpiadi invernali del 2026. L’auspicio è che, una volta scelto un manager davvero capace, i Giochi siano per il territorio una grande occasione di investimenti duraturi nel tempo».

«Emozione forte»

Arnaldo Soncelli, vicepresidente di Federfuni e valtellinese d’adozione confessa di aver «provato un vero e proprio colpo al cuore – ci dice – appena appresa la notizia dell’assegnazione dei giochi a Milano-Cortina. In questo senso poco conta che io sia nato e cresciuto a Milano, la mia commozione ha a che fare con le mie radici in Valtellina, dove è nata mia madre e dove lavoro».

Anche il pragmatismo è sondriese, con diverse urgenze che Soncelli elenca in vista dell’appuntamento olimpico. Al primo posto c’è la riclassificazione degli alberghi («qualche stella in più eleverà lo standard dell’accoglienza turistica valtellinese», afferma), mentre una priorità assoluta riguarda la viabilità in un territorio particolarmente sacrificato negli spostamenti sia su gomma che su ferrovia.

«C’è una sola strada – ricorda Soncelli – che va in Valtellina passando da Lecco e tutti i giorni abbiamo evidenza di come ormai sia datata e insufficiente. Sulla ferrovia non ho parole, è tutta da rifare. Detto ciò, ora con l’opportunità delle Olimpiadi ci sono tutte le possibilità affinché la Valtellina abbia ciò che merita. Resta solo un rammarico: che queste Olimpiadi siano definite ’Milano-Cortina’ e non Milano-Valtellina-Cortina. Il nostro territorio ha evidentemente ancora un serio problema di marketing territoriale che rende difficile attribuirgli un’immediata identità, come accade ad esempio per Bormio».

Località top a parte, le squadre olimpiche si alleneranno anche in località vicine alle più note sedi dei giochi di Bormio e Livigno: «da Valmalenco all’Aprica, sono diverse le località che si prestano, assicurando servizi e sicurezza agli atleti. Resto comunque positivo e molto fiducioso sulla forte assunzione di responsabilità e di partecipazione che ci metteranno le imprese locali per un evento che potrà davvero dare uno slancio diverso a tante località della Valtellina».

Impianti da migliorare

E a proposito di strutture che resteranno dopo i Giochi Soncelli aggiunge che «l’investimento che si intende fare a Livigno per un villaggio olimpico da 1200 posti è un’ottima cosa».

Al netto del riadeguamento e del miglioramento di impianti e piste a Bormio e a Livigno, il villaggio olimpico che sarà realizzato in località Aquagranda sarà l’unico investimento ad essere realizzato ex novo con lo scopo primario di ospitare gli atleti e i loro team, oltre ai lavoratori stagionali, con un beneficio postumo: «chi in estate e in inverno va a Livigno a lavorare come stagionale – afferma Soncelli - non può permettersi un bilocale da 700 euro a settimana, perciò la nuova struttura consentirà ai lavoratori soggiorni a prezzi equi. E sono contento che ciò accada a Livigno».


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