Lecco. Nuovi ammortizzatori sociali

«Idee positive, ma ora meno burocrazia»

Matteo Dell’Era, presidente dei consulenti del lavoro apprezza alcune novità

«Bene l’estensione dell’indennità di disoccupazione, però servono controlli sui beneficiari»

Lecco. Nuovi ammortizzatori sociali «Idee positive, ma ora meno burocrazia»
Avviato il confronto tra Governo e parti sociali sulla riforma degli ammortizzatori

Sulla proposta di riforma degli ammortizzatori presentata lunedì dal ministro del Lavoro Andrea Orlando alle parti sociali, imprese e sindacati dicono sì ai principi ma sono lontane da un’intesa.

Fra i punti più qualificanti ci sono il rafforzamento del contratto di solidarietà e l’estensione della cassa integrazione anche ai lavoratori delle imprese fino a 15 dipendenti. È prevista l’abolizione della cassa in deroga, finanziata dalla fiscalità generale, con l’istituzione del Fei-Fondo emergenziale intersettoriale finanziato dai fondi bilaterali la cui copertura obbligatoria è assicurata anche ai datori di lavoro che occupano da 1 a 5 dipendenti.

Per le imprese che non utilizzano la cassa integrazione «per un tempo significativo» è prevista una riduzione della contribuzione addizionale.

Sulla disoccupazione vengono resi meno rigidi i requisiti di accesso alla Naspi e «sul versante del quantum, si posticipa la decorrenza del décalage e si introduce un trattamento di maggior favore per quei lavoratori che in ragione dell’età hanno maggiore difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro».

Nelle prime reazioni le rappresentanze d’impresa chiedono al Governo di quantificare i costi e di dire chi dovrà pagarli, mentre sul fronte sindacale il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, parla di un confronto senza «significativi passi avanti» verso una tutela universale dei lavoratori. Una riforma «da migliorare» col rafforzamento di “misure, strumenti, regole” secondo il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, mentre il segretario generale della Uil, Pier Paolo Bombardieri, dichiara che «il Governo ha accolto alcune nostre richieste, ma restano ancora altre questioni da affrontare nei tavoli che ripartiranno già nei primi giorni di settembre», il primo dei quali è fissato al 2 settembre sulle politiche attive per il lavoro.

Il tema è all’attenzione dei consulenti del lavoro di Lecco, che si preparano a gestire le novità della riforma.

«Posto che ancora una volta si è convocato un tavolo senza invitare i professionisti, trovo positive – afferma il presidente dell’Ordine lecchese del consulenti del lavoro, Matteo Dell’Era – le richieste sindacali sulla Naspi, con spinte per allargare il quantum e la durata oltre i 24 mesi. Ma ricordo che sulla Naspi per il Covid il nostro Paese ha vissuto una situazione assurda, con la riapertura, dopo i vari lockdown, di attività turistiche che ancora oggi faticano a trovare personale e ciò anche perché alcuni ritengono più vantaggioso tenersi la Naspi che accettare un nuovo impiego. È bene potenziare la Naspi - prosegue Dell’Era - ma a fronte di una stretta verifica sul fatto che se un disoccupato riceve un’offerta di lavoro attraverso i servizi per l’Impiego la accetti, anche in caso di impiego temporaneo, di breve durata, per un senso di giustizia, perché così entrerebbero tasse allo Stato e non si penalizzerebbe chi un lavoro davvero non riesce a trovarlo».

E conclude ricordando che «è positiva l’estensione degli ammortizzatori agli autonomi, mentre per l’applicazione è fondamentale, in linea col Pnrr, semplificare le fasi amministrative per utilizzarli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA