Lecco. «Nessuna decisione»  Ma è sicuro il voto in autunno
Mauro Gattinoni

Lecco. «Nessuna decisione»

Ma è sicuro il voto in autunno

Dal Governo: con una nota si precisa che non c’è niente di ufficiale ma il rinvio è nei fatti

«Nessuna decisione assunta dal governo sul rinvio delle elezioni, prima sentiremo partiti e Regioni».

È con un comunicato che Palazzo Chigi prova a sgombrare il campo da quella che appare però come l’unica soluzione possibile per le prossime amministrative, rinviate di fatto a data da destinarsi.

Elezioni amministrative della primavera, tra cui appunto Lecco, tutte rinviate in autunno, in una delle domeniche comprese tra il 15 ottobre e il 15 dicembre. Niente di strano. Del resto, la data ultima per convocare le elezioni è 55 giorni prima del voto. Dal momento che i decreti governativi pongono almeno al 3 aprile la data oltre la quale poter anche solo minimamente pensare ad altro che non sia l’emergenza coronavirus, è già oggi sostanzialmente impossibile il voto in primavera. Se non che, per l’appunto, il governo ha subito dopo rigettato il tutto nell’indefinito. «Rispetto alle indiscrezioni uscite in queste ore circa una presunta decisione assunta dal governo per il rinvio delle elezioni amministrative e regionali – scrive Palazzo Chigi - nonché per la fissazione della nuova data della consultazione referendaria, si precisa che, in realtà, nessuna decisione è stata deliberata dal Governo e che qualsiasi scelta in questa direzione sarà assunta solo dopo avere consultato le forze politiche di maggioranza e di opposizione, nonché coinvolgendo le stesse regioni, nel pieno rispetto delle loro prerogative costituzionali».

Ciononostante, gli addetti ai lavori confermano l’assoluta probabilità di una chiamata alle urne a ottobre inoltrato, ragionando casomai sul tema dell’election day, tenendo assieme regionali (dove ci sono) e referendum. Dal canto loro, i politici lecchesi avevano confermato di essere in completo accordo con il rinvio del voto. Filippo Boscagli, Giacomo Zamperini , Massimo Riva, Mauro Piazza (rispettivamente per Lecco Ideale, FdI, M5S e Forza Italia) avevano parlato di «una decisione sacrosanta, che metteva in ordine le priorità del momento, stabilendo il primato dell’emergenza sanitaria su tutto il resto».

Gli stessi Vittorio Campione e Mauro Gattinoni, uno dirigente dem e l’altro candidato sindaco del centrosinistra, ammettevano la necessità pur rifiutando per questo di sospendere in toto la campagna elettorale di fatto proseguita via social e videoconferenze. Un’unità di intenti tutto sommato maggiore di quella dei livelli nazionali, ben attenti in questi giorni a vagliare le rispettive rivendicazioni. Tra il traino referendum, i sondaggi attuali e il possibile rimescolamento di gerarchie e alleanze di qui a otto mesi, non sono pochi i partiti che premerebbero per questa o quella soluzione.


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