Lecco. Nell’uovo di Pasqua   Una crescita del fatturato Icam
Una fase del controllo qualità alla Icam, l’impresa esporta il 60% del fatturato

Lecco. Nell’uovo di Pasqua

Una crescita del fatturato Icam

Ricavi migliori rispetto allo scorso anno, per la ditta lecchese resta comunque un dato marginale: sul totale delle vendite annue la ricorrenza vale il 2%

Per le vendite di uova di cioccolato Icam «quella di quest’anno è una Pasqua senz’altro migliore della precedente, seppure in tono ancora minore rispetto al normale».

Plinio Agostoni, vicepresidente di Icam ricorda che per l’azienda la vendita di uova di Pasqua è un appuntamento annuale importante ma non decisivo sul totale di un’azienda che in genere deve alla Pasqua solo poco più del 2% del fatturato annuo, per un valore che nel 2020 è stato intorno ai 3 milioni di euro a fronte di un fatturato complessivo di 177 milioni (15 milioni in più rispetto al 2019).

Anche dal punto di vista della distribuzione commerciale la Pasqua di quest’anno si presenta dunque diversa da quella che nel 2020, in pieno lockdown, vedeva la grande distribuzione privilegiare l’esposizione di generi di prima necessità visto che erano i più richiesti nella primavera dell’anno scorso.

Oggi la pandemia non è finita, ma nella nuova Pasqua in zona rossa la situazione delle vendite è migliore.

Per l’azienda le vendite di uova di Pasqua dai 100 grammi ai 3 chilogrammi sono riprese, comprese quelle della linea gourmet a marchio Vanini e la produzione nei formati da 180 e 320 grammi con i colori delle squadre di calcio di serie A, abbinate al concorso “È tempo di tifare”.

«Sulla base di dati concreti riferiti al nostro andamento di questi mesi – aggiunge Agostoni – abbiamo ragione di pensare che il 2021 sarà un anno di nuovo incremento di fatturato derivante da nuovi clienti acquisiti sia in Italia che all’estero. Riteniamo che il nostro marchio possa avere nuova crescita, considerando anche il miglior andamento di due fattori che hanno avuto flessione dovuta al Covid: la stessa Pasqua e la ripresa che stiamo vedendo in un altro segmento per noi importante dato dalle forniture di semilavorati alle pasticcerie, che nella maggior parte dei casi stanno riprendendo a lavorare».

La nuova crescita passerà anche dalla ripresa dei mercati esteri, che per Icam con le vendite in 69 Paesi del mondo rappresentano oltre il 60% della quota di fatturato. In proposito in chiusura del 2020 la crescita delle esportazioni si è attestata su un +16% rispetto al 2019, portando al 62% la quota nel mix del fatturato aziendale.

Secondo gli ultimi dati di bilancio, nel 2020 a fronte della penalizzazione del canale professionale la crescita maggiore (+19%, aumentando da 39% a 43% la quota nel mix di fatturato) si è verificata nel comparto private label venduto nella grande distribuzione, in un anno che si è chiuso con 24mila tonnellate di cacao acquistate (+4%) per una produzione destinata all’industria, ai brand proprietari (Vanini, Icam professionale, Agostoni) e al private label.

Nonostante le difficoltà generali indotte dalla crisi per Covid, Icam si è lasciata alle spalle un 2020 con performance fuori dall’ordinario, senza interruzione di quel trend positivo che dura da cinque anni e che dal 2015 al 2020 ha totalizzato una crescita di fatturato pari a 42 milioni di euro, risultati, spiega una nota aziendale, “costruiti sulle scelte strategiche che da 75 anni caratterizzano l’azienda lecchese, non ultime la multi-canalità, il bio e l’approccio etico”.


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