Lecco, nel lago le ceneri di “Cianino”  Amava la vela e le montagne
Il figlio Massimo affida al lago le ceneri di Luciano “Cianino” Riva

Lecco, nel lago le ceneri di “Cianino”

Amava la vela e le montagne

L’imbarcazione dell’amico Tino Rota per l’ultimo viaggio

Riva, velista provetto, indossava anche il maglione rosso dei Ragni

Lo aveva lasciato detto e anche messo nero su bianco: «Nessun funerale. Alla mia morte fatemi cremare e le mie ceneri disperse a lago». Così aveva chiesto il lecchese Luciano “Cianino” Riva, novantatré anni lo scorso mese di aprile, morto nella sua abitazione in centro città l’1 settembre.

Velista provetto e grande appassionato di montagna vestendo addirittura il “maglione rosso” dei Ragni di Lecco, “Chianino” ha in qualche modo “visto” così concretizzarsi il suo desiderio, al tramonto di una giornata settembrina. Con il copione che aveva scelto: le ceneri dovevano essere portare dall’amico velista Agostino “Tino” Rota in centro lago sulla sua imbarcazione “Epocalissa” e poi sparse in acqua.

Un copione che il Riva aveva illustrato un anno fa proprio a Rota che in un primo momento sdrammatizzò la cosa visto anche l’ottimo stato di salute dell’amico nonostante l’età. “Epocalissa” ha così lasciato la piattaforma cittadina a lago nei pressi del Monumento ai Caduti - dove c’era la moglie Enza e la cognata Franc a - seguita da un corteo di altre quattro imbarcazioni a vela e dal “navetto” della Canottieri Lecco.

Con Rota c’era anche Massimo, uno dei due figli di “Cianino”, a cui è spettato il compito, una volta giunti a centro lago di esaudire le volontà del padre. Contemporaneamente dalle altre barche venivano gettate in acqua delle rose e partiva uno spontaneo applauso.

Una cerimonia semplice, senza tanti fronzoli, ben interpretando lo spirito di Luciano Riva, uomo riservato ma sempre pronto a dare consigli ai giovani velisti, lui che era salito per la prima volta in barca a vela a soli 13 anni

Del resto “Cianino” Riva è stato la storia della Canottieri vela (di cui era socio benemerito dal 1940), dell’Interlaghi di cui è stato uno dei padri fondatori e di moltissime regate.

Passione per la vela che ha tramandato poi ad uno dei suoi due figli, Stefano detto “Archimede” (Massimo segue il basket) che ha partecipato anche a varie edizioni della Coppa America sia come “prodiere” di “Mascalzone Latino” e di “Desafio Espanol”, sia come membro dello “shore team”, quello che si occupa dei lavori a terra. Attualmente collabora per il progetto di “Luna Rossa” ed è in partenza per la Nuova Zelanda.

Ma a “Cianino” va anche il merito di essere stato il primo a portare in barca il lecchese Paolo Bassani quello che sarebbe poi diventato il grande prodiere di “Luna Rossa” in ben tre edizioni di Coppa America.


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